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Diesel russo agli Usa, l’Ue attacca Trump: «Non allenteremo le sanzioni»
Kaja Kallas denuncia il rischio di nuove entrate per finanziare la guerra in Ucraina. Berlino e Londra confermano la linea dura contro Mosca e lavorano a ulteriori misure restrittive
L’Europa non intende seguire Donald Trump sulla strada di una riapertura economica alla Russia. Dopo l’annuncio dell’accordo con Vladimir Putin per la fornitura di diesel russo e la cancellazione delle sanzioni energetiche americane contro Mosca, Bruxelles ribadisce che la pressione sul Cremlino deve restare alta. Il timore è che nuove entrate derivanti dalle esportazioni di carburante finiscano per sostenere la guerra contro l’Ucraina.
La posizione dell’Unione europea è stata espressa con nettezza da Kaja Kallas, Alta rappresentante per la politica estera e la sicurezza. «Non è questo il momento di allentare la pressione sulla Russia e l’Europa non lo farà», ha dichiarato in una nota, collegando la scelta americana alla prosecuzione degli attacchi russi.
«Gli attacchi russi hanno ucciso oltre 80 civili ucraini in due giorni. Inoltre, la Russia ha intensificato le sue operazioni di guerra ibrida contro l’Europa, prendendo di mira sia gli Stati membri dell’Unione europea sia gli alleati della Nato», ha affermato Kallas. La sospensione delle sanzioni sul gasolio russo, ha aggiunto, garantisce a Mosca maggiori entrate da destinare al finanziamento del conflitto.
Bruxelles guarda invece a un nuovo inasprimento delle misure contro il Cremlino. «Lunedì, i ministri degli Esteri dell’Ue intendono approvare la più ampia serie di sanzioni contro l’apparato bellico russo dall’inizio della guerra», ha annunciato Kallas.
Bruxelles: «Non vogliamo alimentare la guerra»
La Commissione europea conferma la strategia di riduzione della dipendenza energetica da Mosca. Un portavoce dell’esecutivo comunitario ha ribadito che l’Unione «sta riducendo la propria dipendenza dai combustibili fossili russi e continuerà a farlo con determinazione».
L’esperienza europea, ha spiegato, ha mostrato «i costi occulti legati a un’eccessiva dipendenza dagli idrocarburi russi». Per Bruxelles, l’obiettivo resta evitare che gli acquisti energetici contribuiscano a sostenere lo sforzo bellico del Cremlino.
«L’Europa non vuole alimentare la guerra della Russia contro l’Ucraina», ha dichiarato il portavoce, ribadendo anche la necessità di un cessate il fuoco che protegga le forniture alimentari globali e le infrastrutture energetiche, tanto in Ucraina quanto in Russia.
La Germania prepara nuove sanzioni
Anche Berlino prende le distanze dalla scelta americana. Il governo tedesco ha fatto sapere di continuare a lavorare con gli altri Paesi dell’Unione europea per definire nuove sanzioni contro Mosca. La posizione è stata illustrata da Stefan Kornelius, portavoce del cancelliere Friedrich Merz, in una risposta scritta trasmessa all’Afp.
La Germania si limita a «prendere atto» della decisione degli Stati Uniti, senza modificare la propria linea. «Il governo tedesco mantiene le misure sanzionatorie contro la Russia e lavora, insieme ai propri partner europei, alla definizione di nuove sanzioni», ha spiegato Kornelius.
Berlino conferma inoltre il sostegno militare a Kiev e l’impegno diplomatico per arrivare a una soluzione del conflitto. «Il sostegno all’Ucraina nella sua lotta difensiva rimane incrollabile. Il lavoro diplomatico per raggiungere una soluzione di pace prosegue», ha aggiunto il portavoce.
Domenica scorsa Merz si è recato a Kiev per annunciare un nuovo impegno di aiuti finanziari. L’obiettivo è sostenere il Paese in vista del quinto inverno di guerra, che si preannuncia particolarmente difficile.
Londra: «La Russia potrebbe porre fine alla guerra oggi»
Fuori dall’Unione europea, anche il Regno Unito conferma la volontà di mantenere alta la pressione su Mosca. Il governo britannico assicura che continuerà a lavorare con i partner internazionali per garantire all’Ucraina gli aiuti militari e finanziari necessari a difendersi.
«Manterremo inoltre la pressione sulla Russia attraverso il regime di sanzioni più severo mai imposto dal Regno Unito, aumentando il costo dell’aggressione di Putin e sostenendo gli sforzi per garantire una pace giusta e duratura», ha dichiarato un portavoce del governo.
Londra contesta anche la condotta russa nei negoziati per una tregua. Secondo il portavoce, Kiev ha dimostrato ripetutamente di voler raggiungere la pace, mentre Mosca avrebbe respinto più volte le proposte di cessate il fuoco, sia totali sia parziali, continuando a colpire civili e infrastrutture energetiche ucraine.
«La Russia potrebbe porre fine a questa guerra oggi stesso», ha affermato il rappresentante del governo britannico. Londra, ha concluso, continuerà a sostenere Kiev «per tutto il tempo necessario» e a collaborare con gli alleati per arrivare a una pace duratura.
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(con fonte AdnKronos)

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