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Usa, la fucilazione di Hasan sarà trasmessa in diretta: la pena di morte diventa uno spettacolo
L’esecuzione del responsabile della strage di Fort Hood è prevista per il 3 dicembre. Hegseth vuole che il pubblico assista: «La gente deve capire che azioni di questo tipo comportano conseguenze molto gravi»… Sconcertante
Nel 2026 uno Stato può ancora condannare una persona a morte e presentare la sua esecuzione come una lezione da impartire alla collettività? Negli Stati Uniti, a quanto annunciato dall’amministrazione americana, la risposta è sì. La fucilazione di Nidal Hasan, responsabile della strage di Fort Hood del 2009, è prevista per il 3 dicembre e dovrebbe essere pubblica, con trasmissione in diretta.
È questo l’aspetto che va oltre il caso giudiziario: non soltanto la pena capitale, che già di per se è una forma estrema e discutibile, ancora prevista dall’ordinamento americano, ma la scelta di esporre l’uccisione di un condannato agli occhi del pubblico, rivendicandola come dimostrazione delle conseguenze di un crimine. La morte diventa così anche uno strumento di comunicazione istituzionale, una punizione da mostrare perché serva da monito.
A confermare la trasmissione è stato un funzionario del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, dopo che il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva annunciato l’intenzione di consentire al pubblico di assistere all’esecuzione. «Sarà trasmessa in diretta. Seguiranno ulteriori dettagli», ha dichiarato il funzionario all’Agence France-Presse.
Hegseth aveva illustrato la sua posizione all’emittente Real America’s Voice. «Ci assicureremo che le persone possano assistere. Perché la gente deve capire che azioni di questo tipo comportano conseguenze molto gravi», ha affermato. Poi ha aggiunto: «Sarà fucilato da un plotone di soldati. Come è giusto che sia».
La dichiarazione presenta l’esecuzione come una dimostrazione pubblica dell’autorità dello Stato. Ma proprio qui si apre la questione più difficile: fino a che punto la giustizia può trasformare la morte di una persona in uno spettacolo esemplare? E quale distanza rimane tra la punizione inflitta dalle istituzioni e la logica della vendetta quando l’uccisione viene esibita come avvertimento collettivo?
Hasan è stato condannato per aver ucciso 13 persone nella sparatoria del 2009 nella base militare di Fort Hood, in Texas. La sua condanna non cancella la gravità della strage, né il dolore delle vittime e dei loro familiari. Ma la discussione sulla pena capitale riguarda anche il modo in cui uno Stato decide di esercitare il proprio potere, e ciò che sceglie di mostrare in nome della giustizia.
Negli Stati Uniti un’esecuzione pubblica manca da 90 anni
Come ricorda Axios, negli Stati Uniti non si tiene un’esecuzione pubblica da 90 anni. L’annuncio di Hegseth lascia ancora da chiarire le modalità con cui le forze armate intendono consentire al pubblico di assistere alla fucilazione.
L’esecuzione di Hasan, prevista a Fort Hood il 3 dicembre, sarebbe inoltre la prima esecuzione militare statunitense dal 1961.
L’ultima fucilazione nell’ambito della giustizia militare risale al 1945, quando il soldato semplice Eddie Slovik fu ucciso in Francia per diserzione, secondo quanto riferito da Npr.
La fucilazione è autorizzata in cinque Stati
Negli Stati Uniti il ricorso alla fucilazione come metodo di esecuzione è raro. Secondo il Death Penalty Information Center, soltanto cinque Stati la autorizzano: Idaho, Mississippi, Oklahoma, Carolina del Sud e Utah.
L’anno scorso la Carolina del Sud ha eseguito la prima condanna a morte mediante fucilazione nella storia dello Stato. È stata anche la prima esecuzione di questo tipo negli Stati Uniti dopo 15 anni.
L’ultima esecuzione pubblica americana risale invece al 1936. In quell’anno Rainey Bethea, un uomo afroamericano condannato per lo stupro di una donna bianca, fu impiccato in Kentucky.
La prospettiva di una fucilazione trasmessa in diretta riporta così alla ribalta una pratica che gli Stati Uniti non mostravano pubblicamente da decenni. Il punto non è negare la gravità dei crimini per cui una persona viene condannata, ma interrogarsi sul messaggio che le istituzioni intendono trasmettere quando fanno della morte inflitta dallo Stato una dimostrazione pubblica di autorità.
TS
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(con fonte AdnKronos)

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