In Evidenza
Raid ucraini su Mosca, Russia corre ai ripari spostando i sistemi dal fronte a protezione capitale
Nuovi attacchi a lungo raggio di Kiev spingono Mosca a riorganizzare la difesa aerea della capitale tra carenze di intercettori e raid sulle infrastrutture
L’Ucraina amplia il raggio dei propri attacchi a lungo raggio, mentre la Russia è costretta a riorganizzare la difesa aerea della capitale Mosca, spostando sistemi dal fronte per proteggere il centro politico del Paese.
Secondo quanto riportato, le autorità russe hanno iniziato a rafforzare la difesa della capitale già prima dei più recenti raid ucraini tra il 21 e il 22 giugno, il terzo attacco contro Mosca in una settimana. Parallelamente, Kiev sta intensificando le operazioni contro infrastrutture militari e retrovie russe nei territori occupati.
La gestione della difesa aerea risulta complessa per l’estensione del territorio e il numero di possibili obiettivi. A questo si aggiungono, secondo le analisi citate, i danni alle capacità radar ucraine e un rallentamento nella produzione di sistemi intercettori legato alla carenza di componenti dovuta alle sanzioni.
A fine maggio, immagini satellitari analizzate dall’Institute for the Study of War avrebbero rilevato l’installazione di una nuova batteria S-400 nel Parco Moskoretsky, una delle aree più elevate nei dintorni di Mosca.
In un altro punto della capitale, nei pressi di una raffineria colpita in due diversi attacchi ravvicinati, sarebbe stato posizionato un sistema Pantsir trasferito dal fronte. Il sistema risulterebbe però equipaggiato solo parzialmente, con due missili su sei disponibili, elemento che suggerisce possibili criticità nella disponibilità di intercettori.
Nei giorni scorsi, fonti internazionali avevano inoltre segnalato difficoltà nella disponibilità di sistemi S-300, sempre in relazione alle limitazioni sulle importazioni di componenti.
Sul fronte offensivo, Kiev ha rivendicato un attacco contro il Centro per la comunicazione speciale di Dubna, nella regione di Mosca, a circa 540 chilometri dal confine. La struttura è considerata strategica per il collegamento tra satelliti e reti di comunicazione terrestri. Le autorità russe hanno confermato il raid, precisando che le trasmissioni e le comunicazioni non risultano interrotte.
L’Ucraina ha inoltre ampliato le capacità dei propri droni a lungo raggio, con sistemi in grado di raggiungere profondità superiori ai 2.000 chilometri e sviluppi che puntano a estendere ulteriormente la portata operativa.
Parallelamente, secondo dati e analisi indipendenti, negli ultimi mesi è aumentata la frequenza dei raid contro infrastrutture logistiche russe nelle aree occupate, con un incremento degli attacchi a mezzi di rifornimento e linee di comunicazione.
Nel complesso, si registra un’intensificazione delle operazioni aeree e una crescente pressione sulle infrastrutture strategiche su entrambi i fronti, con effetti diretti sulla redistribuzione delle difese e sulla capacità di risposta militare.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
