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Raid russi su Kiev, uccisi un bambino e una donna: 4 feriti
Missili e droni sulla capitale, colpiti tre distretti. Kiev: neutralizzati 5 missili balistici e 155 droni. Mosca rivendica l’attacco a un centro dati
È di un bambino e una donna morti, oltre a quattro feriti, il bilancio dei raid russi che hanno colpito Kiev nelle prime ore del mattino. La capitale ucraina è stata raggiunta da missili balistici e droni: le esplosioni sono state avvertite in diversi punti della città e in tre distretti sono divampati degli incendi, secondo quanto riferito dalle autorità locali.
L’allarme era scattato già prima dell’attacco. L’Aeronautica militare ucraina aveva segnalato una minaccia balistica in arrivo e, poco dopo, aveva comunicato la presenza di «missili balistici su Kiev». A distanza di due minuti era arrivato un nuovo avviso urgente alla popolazione.
Nel complesso, secondo i dati diffusi dall’Aeronautica militare delle Forze armate ucraine, 5 missili balistici e 155 droni sono stati neutralizzati durante l’attacco iniziato ieri sera. Il dato è stato pubblicato attraverso Telegram.
La stessa fonte riferisce che la Russia ha lanciato l’offensiva a partire dalle 18 di ieri utilizzando missili antinave Zircon e Onyx dalla regione di Kursk e missili balistici Iskander-M e S-400 dalle regioni di Voronezh e Bryansk. Sono stati impiegati anche 188 droni d’attacco Shahed, 86 dei quali a reazione, oltre ai droni-esca Gerbera e Parody.
Le partenze sono state individuate, secondo la ricostruzione ucraina, da Orel, Millerovo, Kursk e Primorsko-Akhtarsk, nella Federazione Russa, oltre che dalla regione di Donetsk temporaneamente occupata e da Gvardiyske e Chauda, in Crimea. La direttrice principale dell’attacco è stata quella della regione di Kiev.
A contrastare i raid sono state impegnate diverse componenti della difesa ucraina: aviazione, truppe missilistiche antiaeree, unità di guerra elettronica, sistemi senza pilota e gruppi di fuoco mobili delle Forze di Difesa dell’Ucraina.
Sul fronte russo arriva intanto la rivendicazione di un altro obiettivo colpito nella capitale. Il ministero della Difesa di Mosca sostiene che le proprie forze abbiano centrato il centro di elaborazione dati De Novo di Kiev, descritto come uno dei principali punti di scambio del traffico internet utilizzato dalle Forze armate ucraine.
Secondo la versione fornita dal ministero russo, la struttura svolge attività di elaborazione, archiviazione e trasmissione di informazioni per le forze militari ucraine.
Mentre continuano gli attacchi, resta aperto anche il fronte diplomatico. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato ieri sera che il raro incontro tra i ministri degli Esteri tedesco e russo, avvenuto sabato a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York, avrebbe mostrato che Mosca «non è affatto interessata a negoziati seri» sull’Ucraina. La guerra, ha ricordato Merz, è arrivata a oltre quattro anni e mezzo dall’inizio dell’offensiva russa.
Un altro capitolo riguarda i due prigionieri di guerra nordcoreani trasferiti dall’Ucraina. Il National Intelligence Service della Corea del Sud ritiene che Zelensky possa aver reso pubblica la vicenda anche per cercare di rafforzare, in Corea del Sud, il sostegno all’invio di armi e ad altre forme di assistenza a Kiev.
La valutazione dell’intelligence sudcoreana è stata riferita dal parlamentare Yoo Yeong-ha. Secondo quanto da lui riportato, Zelensky «potrebbe aver deciso di divulgare la notizia del trasferimento nella speranza che l’invio dei prigionieri di guerra in Corea del Sud generasse, a Seul, un sostegno pubblico alla fornitura di armi e altre forme di assistenza all’Ucraina».
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(con fonte AdnKronos)

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