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Israele, Netanyahu ordina lo sgombero degli avamposti in Cisgiordania
Secondo due fonti citate da Reuters, il premier avrebbe dato l’ordine dopo le pressioni degli Stati Uniti per fermare le violenze dei coloni contro i palestinesi. Ynet parla di circa 100 avamposti
Benjamin Netanyahu avrebbe ordinato lo smantellamento degli avamposti illegali dei coloni in Cisgiordania dopo le pressioni degli Stati Uniti. A riferirlo a Reuters sono due persone a conoscenza sulla questione. L’ufficio del primo ministro non ha risposto alla richiesta di commento.
La decisione, secondo le fonti, sarebbe arrivata dopo le crescenti pressioni di Washington perché il governo israeliano intervenga contro le violenze dei coloni ai danni dei palestinesi.
Non è ancora chiaro quando dovrebbero partire concretamente gli sgomberi. Secondo quanto riferito in precedenza da Ynet, gli ordini riguarderebbero circa 100 avamposti distribuiti in tutta la Cisgiordania.
Avamposti senza tutti i permessi
Gli avamposti sono considerati illegali secondo la legge israeliana perché realizzati senza tutti i permessi necessari. Molti, tuttavia, ricevono diversi livelli di sostegno e finanziamento da parte delle istituzioni israeliane e alcuni vengono successivamente riconosciuti in maniera formale.
Le demolizioni non rappresentano una novità. In diverse occasioni lo Stato israeliano ha ordinato lo smantellamento di avamposti, ma le strutture sono state spesso ricostruite subito dopo.
Anche precedenti decisioni governative per contrastare il fenomeno non sono state applicate in maniera capillare.
Smotrich conferma l’ordine, ma sulle aree A e B
Un elemento della ricostruzione è stato confermato dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.
Interpellato a Gerusalemme sul rapporto di Ynet, Smotrich ha detto che Netanyahu ha dato un «ordine di sgomberare gli insediamenti costruiti nelle aree A e B», cioè le parti della Cisgiordania destinate a essere sottoposte al controllo totale o parziale dell’Autorità Palestinese.
Il ministro, però, non ha accolto l’interpretazione secondo cui si tratterebbe necessariamente di una nuova stretta generale contro gli avamposti. Secondo Ma’ariv, infatti, l’azione contro le strutture presenti nell’area B rientrerebbe già in una decisione governativa adottata ad aprile.
La pressione di Washington
La mossa di Netanyahu arriva dopo un intervento particolarmente duro dell’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee.
Ieri Huckabee ha definito «terroristi» i coloni responsabili di episodi di violenza e ha chiesto che affrontino conseguenze severe. Le dichiarazioni sono arrivate dopo un incontro con alcuni palestinesi americani in una città della Cisgiordania.
L’ambasciatore ha inoltre sostenuto che intervenire contro i coloni responsabili di «comportamenti criminali e atti di terrorismo» sia nell’interesse stesso di Israele.
Violenza quasi quotidiana
Negli ultimi mesi in Cisgiordania si sono registrati episodi quasi quotidiani di violenze e molestie attribuite ai coloni contro i palestinesi.
Secondo quanto riportato nel testo, arresti e procedimenti giudiziari restano rari. I critici del governo accusano quindi le autorità di tollerare, e in alcuni casi persino di incoraggiare, gli attacchi.
È proprio su questo fronte che si è concentrata la pressione americana: Washington chiede a Israele di intervenire contro i responsabili delle aggressioni e di impedire che il fenomeno continui senza conseguenze.
Resta da capire quando inizieranno gli sgomberi
Per ora, però, non è stata indicata una data per l’avvio dell’operazione e l’ufficio di Netanyahu non ha confermato pubblicamente l’ordine riportato dalle fonti di Reuters.
La questione resta quindi aperta su due livelli: da una parte l’ordine attribuito al premier e confermato almeno in parte dalle dichiarazioni di Smotrich, dall’altra l’effettiva portata dell’operazione e i tempi con cui dovrebbe essere attuata.
Il tema degli avamposti torna così al centro dei rapporti tra il governo Netanyahu e Washington, proprio mentre in Cisgiordania continua una fase caratterizzata da forti tensioni e da episodi di violenza tra coloni israeliani e palestinesi.
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(con fonte AdnKronos)
