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Putin parla con Papa Leone XIV, ma non apre sulla guerra: «Avanti con gli attacchi»
La telefonata dal Gemelli segue le missioni diplomatiche vaticane a Mosca. Parolin spera che il presidente russo accolga la richiesta di tregua ma il Cremlino dichiara: “E” colpa di Kiev”
Papa Leone XIV chiede una tregua a Oleshky per consentire l’arrivo degli aiuti umanitari e l’evacuazione dei civili, ma Vladimir Putin non annuncia alcuna sospensione delle operazioni militari. La telefonata tra il Pontefice e il presidente russo, avvenuta venerdì pomeriggio mentre il Papa è ricoverato al Policlinico Gemelli, si è conclusa con dichiarazioni diplomatiche improntate al dialogo, senza modificare la linea militare di Mosca.
Il Cremlino ha definito il colloquio «costruttivo e improntato al rispetto reciproco». In serata, tuttavia, Putin ha ribadito che le forze armate russe devono continuare a colpire le infrastrutture ucraine e gli obiettivi logistici e difensivi.
«I comandanti dei battaglioni devono continuare a svolgere i compiti nel rigoroso rispetto degli obiettivi dell’operazione militare speciale. Naturalmente, è necessario proseguire con gli attacchi di massa contro le installazioni difensive e i centri logistici nemici», ha dichiarato il presidente russo durante una visita a un posto di comando.
La richiesta del Papa per la città assediata
Al centro della conversazione c’è la situazione di Oleshky, nella regione di Kherson, dove il Vaticano chiede una pausa nei combattimenti per permettere l’ingresso dei soccorsi e l’allontanamento della popolazione civile.
«Nel corso della conversazione, il Santo Padre ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile», si legge nella nota diffusa dalla Santa Sede.
Il comunicato aggiunge che Leone XIV ha ribadito «l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace».
La risposta del Cremlino non ha escluso in termini generali la possibilità di un intervento per la popolazione. Putin ha espresso sostegno all’iniziativa vaticana volta a creare le condizioni necessarie per garantire la sicurezza degli abitanti e consentire la consegna dei rifornimenti essenziali. Allo stesso tempo, ha fornito al Pontefice una «spiegazione esaustiva» di quella che Mosca considera la responsabilità di Kiev per la situazione umanitaria nella città.
Secondo quanto riferito dal Cremlino, Putin ha ringraziato il Papa per la disponibilità a contribuire alla risoluzione del conflitto e ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra Russia e Vaticano. Il presidente russo ha inoltre rivolto a Leone XIV «sinceri auguri di salute e pronta guarigione» dopo il recente intervento chirurgico.
Il colloquio non rappresenta un episodio isolato: il Papa e Putin avevano già parlato al telefono il 4 giugno 2025. La nuova conversazione arriva dopo le missioni diplomatiche a Mosca di monsignor Paul Richard Gallagher, nell’agosto scorso, e del cardinale Matteo Zuppi, alla fine di settembre.
Parolin: «Spero che Putin accolga la richiesta»
A spiegare la genesi dell’iniziativa è stato il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. Il Papa, ha riferito, ha preso direttamente «l’iniziativa per perorare la causa di questa città che è assediata».
Parolin si è detto fiducioso sulla possibilità che Mosca accolga la richiesta: «Io spero che di fronte a una richiesta del Santo Padre il presidente Putin accetti di mettere in atto quello che il Papa gli ha chiesto. Io penso di sì».
Il cardinale ha però evitato di attribuire un significato politico preciso alla disponibilità del presidente russo a parlare con il Pontefice. Come riporta il Sir, ha chiarito che qualsiasi interpretazione sarebbe soltanto un’illazione. La sua posizione, ha precisato, è un auspicio: che si arrivi «davvero a una realizzazione di quanto il Papa ha chiesto».
Sul piano più ampio del conflitto, Putin non sarebbe invece disposto a negoziare la creazione di una zona di sicurezza nell’est dell’Ucraina. Il presidente russo ha dichiarato che la questione non sarà oggetto di trattative.
Il ricovero al Gemelli e l’Angelus di domenica
La telefonata è avvenuta mentre Leone XIV prosegue la degenza al Policlinico Gemelli, dove è ricoverato da martedì scorso per l’asportazione di un tumore al polmone. Secondo l’ultimo bollettino medico, le condizioni del Pontefice sono in «costante miglioramento».
Dopo quattro giorni senza immagini pubbliche, il Vaticano ha diffuso fotografie che mostrano il Papa mentre presiede la messa al decimo piano dell’ospedale. Per domenica è previsto l’Angelus, ma non è ancora stato chiarito se Leone XIV si collegherà dal Gemelli, come accaduto in passato con Giovanni Paolo II e Francesco, oppure se potrà affacciarsi da piazza San Pietro.
Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha confermato che, per il momento, resta valida la stima medica di una settimana per il decorso postoperatorio.
Viaggio in America Latina, organizzazione in corso ma nessuna certezza
Resta aperta anche la questione del viaggio apostolico in America Latina, programmato a partire dal 6 novembre. La macchina organizzativa continua a lavorare: oggi il Vaticano ha diffuso l’elenco delle testate giornalistiche ammesse al volo papale. Questo passaggio, tuttavia, non garantisce che la visita si svolgerà secondo il programma.
Esiste un precedente: il viaggio di Papa Francesco in Sud Sudan, inizialmente previsto e poi rinviato. Giovedì Parolin aveva parlato della possibilità di una «rimodulazione del pontificato» in caso di necessità. Interpellato oggi a margine di un evento a Roma sul significato di quella formula, il segretario di Stato ha precisato che si riferiva «almeno rispetto a questo prossimo viaggio».
La decisione dipenderà dunque dall’evoluzione delle condizioni del Pontefice e dal decorso postoperatorio, mentre la diplomazia vaticana prosegue il tentativo di ottenere almeno una tregua umanitaria in Ucraina.
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(con fonte AdnKronos)

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