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Zelensky all’Onu: “Putin non sa vivere senza un conflitto”
Il presidente ucraino accusa Mosca, cita le perdite russe e chiede a Xi di usare la sua influenza. Raid sulla sede del suo partito a Kiev mentre parla alle Nazioni Unite
Vladimir Putin «non saprebbe vivere senza un conflitto» e «non si accontenterà». Per questo, secondo Volodymyr Zelensky, «il paziente zero va fermato». È stato uno dei passaggi più duri dell’intervento del presidente ucraino all’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York, dove il conflitto con la Russia ha occupato il centro del suo discorso.
Zelensky ha richiamato anche le parole pronunciate da Donald Trump: «Questa guerra ridicola e infinita contro l’Ucraina deve finire». «Non conosco un solo leader mondiale che sosterrebbe il contrario», ha affermato il presidente ucraino. Poi l’affondo: «Non conosco nessuno che sia apertamente a favore di questa guerra, a eccezione di un uomo», riferendosi a Putin.
Secondo Zelensky, «Putin sta portando l’esercito russo alla morte». Il presidente ucraino ha quindi fornito una cifra sulle perdite russe, sostenendo che «solo quest’anno, da gennaio ad agosto, l’esercito russo ha perso 248.964 uomini sul campo di battaglia in Ucraina».
Nel suo intervento ha citato anche la situazione dell’industria petrolifera russa, definendo una «sconfitta umiliante» la perdita del controllo del settore da parte di Mosca, richiamando un post pubblicato da Trump su Truth Social. «È difficile immaginare una sconfitta più umiliante per un Paese che ha un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e che è così orgoglioso delle sue esportazioni di petrolio», ha detto.
Un passaggio è stato dedicato alla Cina e al ruolo che Xi Jinping potrebbe avere nei confronti di Mosca. Per Zelensky, il presidente cinese «può influenzare la Russia» e «vorrei che volesse la pace come la vogliamo noi». Il leader ucraino ha aggiunto di non aver avuto la possibilità di parlare direttamente con Xi, che si trova negli Stati Uniti ma non a New York per l’Assemblea generale, sottolineando che il presidente cinese «è una persona che può influenzare la Russia più di molti, moltissimi altri».
Zelensky ha poi ribadito la posizione dell’Ucraina sulla guerra: «Gli ucraini non hanno scelto questa guerra. Noi scegliamo di non morire, di non perdere il nostro Paese e le nostre famiglie, di non perdere la nostra indipendenza e la nostra libertà». Da qui la formula: «Vogliamo la pace attraverso la protezione». Rivolgendosi agli altri Paesi presenti all’Assemblea, ha aggiunto che essere nazioni pacifiche e non pensare continuamente alla guerra «non significa che siate deboli».
Il presidente ucraino ha quindi parlato dell’inverno e della risposta che Kiev intende dare alla Russia. «Questo inverno potrebbe essere molto duro per noi, ma in risposta non avremo altra scelta che renderlo doloroso anche per la Russia», ha dichiarato. Zelensky ha ricordato inoltre come, a suo dire, Mosca non avrebbe mai immaginato che i droni ucraini a lungo raggio sarebbero arrivati a colpire le sue fabbriche militari «da qualche parte in Siberia».
Nel discorso è entrato anche il tema dei cittadini stranieri impiegati dalla Russia nella guerra. «Sappiamo che la Russia sta usando cittadini di 47 Paesi nella sua guerra in Ucraina», ha affermato Zelensky, citando tra gli altri Ghana, Nepal, Tagikistan, India, Yemen, Kenya, Zimbabwe, Cuba, Bielorussia, Sudan e Sudafrica.
Il presidente ucraino si è quindi rivolto direttamente ai rappresentanti di quei Paesi: «Sapete cosa sta facendo la Russia con la vostra gente. Sono vostri cittadini. Prendetevi cura di loro e non permettete che finiscano su un altro fronte». E ancora: «Non lasciate che Putin vi trascini in questa guerra. Non permettete alla Russia di spegnere i suoi incendi, di insabbiare la sua vergogna e di pagare la sua follia con la vita della vostra gente».
Per Zelensky, inoltre, «chi commercia con la Russia prolunga la guerra» iniziata il 24 febbraio 2022. «Le entrate della Russia devono rimanere un obiettivo», ha sostenuto, spiegando che ogni Paese che attraverso il commercio fornisce denaro a Mosca «dà più tempo a questa guerra». Da qui la richiesta di limitare gli scambi commerciali con la Russia.
Nel suo intervento il presidente ucraino ha sostenuto anche che il deficit di bilancio russo sia «ora più alto che in qualsiasi altro anno» e che «la maggior parte delle regioni russe è già in bancarotta». Secondo Zelensky, le importanti operazioni sul fronte che Mosca aveva pianificato per l’estate «sono fallite tutte» e le aspettative russe sui missili da crociera e sugli Shahed «non hanno funzionato come previsto da Putin».
Zelensky ha poi accusato Mosca di avanzare rivendicazioni sulla Moldova, di minacciare Polonia e Stati baltici e di non rispettare «la statualità dei Paesi del Caucaso meridionale e dell’Asia centrale». Ha inoltre richiamato la presenza russa in Siria e in Africa.
Particolare attenzione è stata riservata alla Corea del Nord e a Kim Jong-un, definito da Zelensky il «compagno di Putin». Secondo il presidente ucraino, Pyongyang ha inviato proprie truppe in Russia per sostenere i punti deboli dell’esercito russo, subendo a sua volta perdite.
«Perché i coreani dovrebbero sacrificare la propria vita in una guerra contro l’Ucraina?», ha chiesto Zelensky, riferendosi ai soldati nordcoreani. A suo giudizio, Kim Jong-un «li usa come merce di scambio e ottiene qualcosa in cambio». Il presidente ucraino ha inoltre sostenuto che i Paesi vicini alla Corea del Nord e quelli asiatici abbiano già avuto modo di constatare il miglioramento dei missili balistici e delle capacità dei droni di Pyongyang.
Zelensky ha parlato anche di due prigionieri di guerra nordcoreani trasferiti in Corea. «Non è facile catturarli vivi», ha affermato, raccontando che uno dei due, quando ha capito che stava per essere catturato, avrebbe tentato il suicidio. «Ecco come crescono le persone al Nord. Questa è la realtà», ha detto. Secondo il presidente ucraino, «gli tolgono il diritto di scegliere e gli inculcano l’idea che debbano morire, a prescindere da tutto».
«Ok alla sicurezza nel Mar Nero se la Russia fa de-escalation»
A margine dell’Assemblea generale, durante l’intervento al vertice della Piattaforma internazionale della Crimea, Zelensky ha aperto alla possibilità di un’intesa sulla sicurezza nel Mar Nero, ponendo però una condizione alla Russia.
«L’Ucraina è pronta a fare la sua parte per garantire calma, navigazione sicura e sicurezza alimentare nel Mar Nero, se anche la Russia è pronta a compiere passi concreti verso la de-escalation», ha dichiarato. Secondo Zelensky, Egitto, India e Turchia hanno già presentato opzioni per proteggere la sicurezza alimentare nella regione e ora Kiev attende la risposta di Mosca.
«Dobbiamo iniziare da qualche parte, e la Russia deve iniziare rispettando gli altri», ha aggiunto. Per il presidente ucraino, il rispetto passa da elementi come «la sicurezza alimentare, la sicurezza energetica e il diritto delle persone a vivere senza paura».
Zelensky ha fatto risalire al 2014, con l’ingresso della Russia in Crimea, l’inizio della «mancanza di rispetto» da parte di Mosca. Per questo, ha sostenuto, non può esserci «un pieno ritorno alla normalità» senza la Crimea, senza il ripristino della sicurezza, la protezione delle persone e delle vite, la liberazione dei prigionieri detenuti dalla Russia e il ritorno ai principi fondamentali del diritto internazionale.
Nel suo intervento ha collegato anche la crisi del costo della vita e gli aumenti dei prezzi dell’energia e del cibo alla situazione della penisola occupata dalla Russia. «La nostra Crimea è al centro della guerra di Putin e di tutte le crisi che derivano dai combattimenti nel Mar Nero», ha affermato, sostenendo che, senza la trasformazione della Crimea in una base militare russa, grano, fertilizzanti, gasolio e petrolio potrebbero muoversi liberamente nel Mar Nero «proprio come accadeva prima della guerra di Putin contro di noi».
Le crisi in Medio Oriente, ha aggiunto, «si aggiungono soltanto a ciò che è iniziato tanto tempo fa», con la convinzione attribuita a Putin di poter iniziare una guerra senza conseguenze. «Oggi, persone in molti Paesi pagano di più di tasca propria solo per vivere, mentre altri sono costretti a combattere per la propria vita, semplicemente perché un uomo ha deciso di poter ridisegnare i confini come voleva».
Raid russo su Kiev mentre Zelensky parla all’Onu
Proprio mentre Zelensky pronunciava il suo intervento all’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, la sede centrale del suo partito a Kiev è stata colpita da un raid russo, secondo quanto riferito dalle autorità ucraine.
Gli attacchi russi condotti nella capitale hanno provocato due morti e 43 feriti. Tra gli episodi segnalati dalle autorità, uno si è verificato nei pressi di un’università e altri due al centro congressi. Il secondo dei due attacchi al centro congressi è avvenuto mentre Zelensky stava parlando all’Onu.
Questo è Putin.
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(foto AdnKronos)
