Primo Piano
Cracovia, killer aveva già colpito in famiglia: trovati morti padre, madre e sorella
Dopo la sparatoria nella Piazza del Mercato, la polizia ha raggiunto l’abitazione del ventiquattrenne: lì, gli agenti, hanno ritrovato senza vita i corpi dei suoi familiari
Quando la polizia ha raggiunto l’abitazione del ventiquattrenne sospettato della strage di Cracovia, l’attacco nella Piazza del Mercato era già finito. Ma la scoperta di tre cadaveri ha allargato ulteriormente la dimensione della tragedia: nella casa del giovane, a Ostrowiec Świętokrzyski, erano stati uccisi anche il padre, la madre e la sorella, secondo quanto riferito dai media polacchi. Sei persone erano invece morte sotto i colpi esplosi nel centro della città, dove altre 16 erano rimaste ferite. È la ricostruzione di una giornata di violenza che le autorità polacche stanno indagando come un possibile atto di terrorismo.
La sequenza degli eventi è cominciata intorno alle 15 di sabato 7 novembre. In mimetica, il giovane ha aperto il fuoco dall’automobile nella Piazza del Mercato Principale, nel cuore di Cracovia. Avrebbe utilizzato un fucile, probabilmente un AR-47. Quattro donne e due uomini sono stati uccisi. Tra i feriti ci sono due agenti di polizia e cinque cittadini stranieri: provengono da Austria, Germania, Portogallo, Russia e Regno Unito, secondo quanto riportato da Gazeta Wyborcza, sulla base di informazioni del ministero dell’Interno e dell’Amministrazione riferite a Reuters. Tra le vittime figura anche un cittadino britannico.
Dopo gli spari, il ventiquattrenne ha tentato di allontanarsi in auto. La fuga si è conclusa con l’intervento della polizia: un agente è riuscito a neutralizzarlo, colpendolo. Il giovane è stato soccorso e portato in ospedale, dove ha subito due operazioni. Nell’automobile sono state trovate altre armi e munizioni. Gli investigatori hanno poi esteso l’intervento fino a Ostrowiec Świętokrzyski, dove la perquisizione dell’abitazione ha portato alla scoperta dei tre corpi.
È proprio il collegamento tra la strage in famiglia e quella in piazza a rendere centrale la ricostruzione del movente. Il ministro dell’Interno Marcin Kierwiński ha dichiarato che i primi elementi fanno ipotizzare un’influenza dell’estrema destra e una possibile adesione a idee ultranazionaliste. «Tutto lascia pensare che l’autore della sparatoria fosse influenzato dall’ideologia di estrema destra. Le prime analisi indicano una propensione per l’ultranazionalismo, ma ciò verrà verificato. Anche questo aspetto sarà oggetto di indagine», ha precisato. Si tratta, al momento, di una pista investigativa, non di una conclusione definitiva.
Le autorità escludono invece, allo stato delle informazioni disponibili, la presenza di un complice: il ventiquattrenne avrebbe agito da solo. L’arma usata per sparare sarebbe stata regolarmente detenuta dal padre. Kierwiński ha anche ricostruito i tempi della risposta delle forze dell’ordine: i primi colpi contro l’aggressore sono stati esplosi tre minuti dopo la segnalazione dell’attacco.
La mimetica e l’arsenale trovato nell’auto hanno fatto sorgere interrogativi su un possibile passato militare del giovane. Il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz ha escluso che abbia mai prestato servizio nelle forze armate polacche. Resta da capire, invece, se qualcuno avesse percepito in anticipo il rischio rappresentato dal ventiquattrenne. Secondo i vicini, la sua famiglia appariva normale; negli ultimi tempi, tuttavia, alcuni suoi comportamenti erano stati giudicati «inquietanti», come riferito da Polsat News. Nessuno aveva presentato segnalazioni alle autorità.
In serata il primo ministro Donald Tusk ha usato parole durissime per definire quanto accaduto. «Non abbiamo mai visto casi di terrorismo così estremi in Polonia. Questo è il nome giusto per questo crudele attacco», ha dichiarato durante un briefing con i ministri e i rappresentanti delle forze dell’ordine. Tusk ha poi riconosciuto il lavoro degli agenti intervenuti, parlando di dedizione ed eroismo, e ha chiesto solidarietà per le famiglie dei poliziotti feriti.
La sparatoria ha coinvolto anche un gruppo italiano che si trovava nella piazza durante l’attacco. Erano 34 studenti e tre accompagnatori del liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale. Tutti sono in salvo e nessuno ha avuto bisogno di cure mediche. Su richiesta dell’ambasciatore, la console onoraria e il direttore dell’Istituto italiano di cultura hanno raggiunto il gruppo, aiutando prima a riunire i ragazzi e poi a trasferirli in un luogo sicuro.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che gli studenti hanno perso il volo previsto per sabato sera, ma potranno rientrare in Italia domenica.
(con fonte AdnKronos)

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