News
Salis, pignorato il conto dove arriva anche lo stipendio da eurodeputata
Aggiornamento – Salis, i legali contestano il pignoramento: «Nessun rifiuto di pagare»
«Non vi è stato alcun rifiuto di pagare da parte dell’Onorevole». I legali di Ilaria Salis contestano la ricostruzione relativa al pignoramento del conto corrente dell’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra e sostengono che alla loro assistita non sarebbe mai stata comunicata in modo completo una richiesta di pagamento.
La precisazione arriva dopo la notizia, riportata dal Giornale, del pignoramento presso terzi di un conto intestato a Salis. Il provvedimento riguarderebbe circa 7mila euro di spese legali maturate nell’ambito della controversia con due ex collaboratori parlamentari, Valentina Dadda e François Gelmetti.
Secondo i difensori, però, Salis non sarebbe stata formalmente messa nelle condizioni di conoscere la richiesta. In una nota, gli avvocati sottolineano che l’eurodeputata dispone di un domicilio digitale regolarmente registrato all’Indice nazionale dei Domicili Digitali, ma che «non ha ricevuto a tale indirizzo né l’atto di precetto né l’atto di pignoramento».
Da questa circostanza, secondo la difesa, deriverebbe l’impossibilità per Salis di conoscere con precisione la somma richiesta e le modalità per procedere al pagamento. I legali affermano infatti che l’eurodeputata «a tutt’oggi, non è a conoscenza dell’esatto importo preteso né delle coordinate necessarie per effettuare il pagamento».
La difesa respinge quindi l’ipotesi di un comportamento riconducibile a un mancato pagamento volontario. Al contrario, sostiene che Salis avesse già manifestato la disponibilità ad affrontare la questione attraverso i propri legali.
I difensori spiegano infatti che l’eurodeputata aveva dato loro mandato di contattare le controparti per proporre una definizione rateale delle somme eventualmente dovute.
La vicenda si inserisce nella più ampia controversia giudiziaria con Dadda e Gelmetti, che avevano impugnato il proprio licenziamento. In primo grado, Salis era stata condannata a corrispondere ai due ex collaboratori un risarcimento complessivo di circa 300mila euro. L’eurodeputata ha presentato appello contro la decisione.
Il pignoramento al centro della nuova contestazione, secondo quanto riportato dal Giornale, riguarderebbe invece circa 7mila euro di spese legali. Il conto interessato sarebbe quello sul quale vengono accreditate anche le indennità spettanti a Salis in qualità di europarlamentare.
Con la nuova nota, i legali spostano dunque il punto della questione: secondo la loro ricostruzione, non si sarebbe trattato di un rifiuto di adempiere, ma della mancata conoscenza da parte dell’eurodeputata degli atti e dell’importo esatto da corrispondere.
LA NOTZIA DELLA PRIMA ORA – Il provvedimento sarebbe legato a circa 7mila euro di spese legali non pagate. Resta aperto il giudizio d’appello sulla condanna complessiva da circa 300mila euro
Pignorato il conto corrente di Ilaria Salis per una somma di circa 7mila euro. La procedura sarebbe scattata dopo il mancato pagamento di alcune spese legali maturate nell’ambito della controversia con due ex collaboratori parlamentari dell’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra. A riferirlo è il Giornale.
La vicenda nasce dal licenziamento di Valentina Dadda e François Gelmetti, che hanno contestato davanti al tribunale la decisione sostenendo di essere stati allontanati senza giusta causa. In primo grado, secondo quanto riportato dal quotidiano, le loro ragioni sono state accolte e Salis è stata condannata a riconoscere a entrambi un risarcimento di circa 150mila euro.
La cifra complessiva si aggira quindi intorno ai 300mila euro ed è stata determinata sulla base dei compensi che i due collaboratori avrebbero percepito fino alla scadenza del mandato parlamentare.
Salis ha impugnato la sentenza e ha presentato appello, contestando la decisione del primo grado. L’eurodeputata si sarebbe detta fiduciosa sull’esito del nuovo giudizio, la cui udienza dovrebbe tenersi nelle prossime settimane.
Parallelamente al ricorso nel merito della controversia, Salis avrebbe avviato anche due distinti procedimenti civili con l’obiettivo di ottenere la sospensione dell’esecuzione della sentenza e degli atti avviati dagli ex collaboratori per recuperare le somme riconosciute dal tribunale.
Le richieste, sempre secondo quanto riferito da Il Giornale, sarebbero state respinte. Da qui sarebbe derivata anche una condanna al pagamento delle spese legali relative ai due procedimenti.
È proprio su queste somme che si sarebbe concentrata la successiva iniziativa dei legali di Dadda e Gelmetti. Di fronte al mancato versamento, avrebbero infatti avviato una procedura di pignoramento presso terzi per un importo di circa 7mila euro.
Il provvedimento riguarderebbe il conto corrente dell’eurodeputata, sul quale vengono accreditate anche le indennità spettanti per il mandato al Parlamento europeo.
La procedura non riguarda dunque, per l’importo indicato, i circa 300mila euro della condanna di primo grado, sulla quale resta pendente l’appello, ma le spese legali maturate nei procedimenti con cui Salis aveva chiesto di bloccare l’esecuzione della sentenza.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
