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Trump: «Putin e Zelensky possono trovare un accordo prima dell’inverno»
La Casa Bianca insiste sulla prospettiva di un’intesa, ma Kiev non vede segnali concreti da Mosca. Lavrov accusa l’Europa di prepararsi alla guerra
Donald Trump torna a spingere sulla possibilità di un incontro e di un accordo tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky per arrivare alla fine della guerra in Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti guarda a una possibile svolta entro la fine dell’anno e ipotizza che un’intesa possa arrivare «nel breve futuro, forse già prima del pesante inverno».
L’ottimismo di Trump arriva dopo il colloquio avuto nei giorni scorsi a New York con Zelensky. «Ho parlato con Zelensky a lungo e su molte cose sono molto d’accordo con lui. Ma sapete cosa voglio che facciano? Un accordo. Voglio che si metta d’accordo con Putin e che Putin si metta d’accordo con lui», ha detto il presidente americano, ricordando anche il bilancio delle vittime della guerra: secondo quanto da lui riferito, nel mese scorso sono morte complessivamente 25mila persone da entrambe le parti.
Non trova invece riscontro l’ipotesi secondo cui Trump avrebbe chiesto a Zelensky di recarsi a Mosca per incontrare Putin. L’ufficio del presidente ucraino ha infatti smentito che dalla Casa Bianca sia arrivata una simile richiesta.
Zelensky: «I russi non si stanno preparando a fermare la guerra»
Da Kiev arriva una valutazione molto diversa. Zelensky contesta l’ottimismo americano e sostiene che Mosca non stia preparando un percorso per fermare il conflitto.
«È ovvio che i russi non si stanno preparando a fermare la guerra. Almeno non ora», ha affermato il presidente ucraino in un messaggio sui social. Secondo Zelensky, Putin «trova costantemente qualche scusa per non avere incontri, per non tenere un meeting in formato trilaterale» con Ucraina e Stati Uniti, «per non parlare e per non porre fine o fermare le uccisioni».
Il presidente ucraino ha quindi indicato nella pressione internazionale uno degli strumenti per modificare la posizione russa. «La Russia deve arrivare a desiderare di spendere denaro non per la morte, ma per qualcos’altro: deve arrivare a volere la fine a questa guerra», ha detto, annunciando «molta attività diplomatica» nei prossimi giorni e a ottobre.
Lavrov accusa l’Europa
La posizione di Mosca resta invece fortemente critica nei confronti dell’Europa. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, rispondendo a una domanda della Tass dopo l’incontro avuto a New York con il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, ha affermato: «Gli europei si stanno preparando alla guerra con la Russia».
Il colloquio tra Lavrov e Wadephul rappresenta un passaggio particolare anche sul piano diplomatico: l’ultimo incontro tra Lavrov e un ministro degli Esteri tedesco risaliva al 18 gennaio 2022, prima dell’inizio della guerra in Ucraina, quando il capo della diplomazia russa aveva incontrato Annalena Baerbock.
Secondo Lavrov, tuttavia, il confronto di New York non avrebbe prodotto risultati significativi. Il ministro russo ha spiegato che Wadephul aveva chiesto l’incontro all’ultimo momento e che Berlino non aveva portato elementi nuovi, limitandosi a ribadire la propria posizione sull’Ucraina. «Si aspettavano concessioni da parte nostra sull’Ucraina. Potevano anche farmi una telefonata, sarebbe stato sufficiente», ha detto Lavrov.
Il ministro degli Esteri russo ha poi ribadito la linea di Mosca nei confronti dell’Occidente. «L’Occidente sogna di infliggere una sconfitta strategica alla Russia. Ma come è già accaduto molte volte in passato, questo sogno porterà in un vicolo cieco strategico», ha affermato.
Nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Lavrov ha inoltre accusato l’Europa di ostacolare i colloqui di pace sull’Ucraina, sostenendo che a questi negoziati sarebbero interessati anche gli Stati Uniti.
«L’Europa si rende conto dell’inutilità dei suoi sforzi, quindi sta facendo tutto il possibile per ostacolare una soluzione pacifica e vanificare le prospettive di negoziati, a cui molti, inclusa l’amministrazione Trump, sono interessati», ha dichiarato Lavrov. Il ministro russo ha quindi accusato l’Occidente di fornire armi all’Ucraina e di aiutare Kiev a colpire civili e infrastrutture con droni e missili.
Come osserva la Tass, nell’intervento Lavrov ha utilizzato il termine «Occidente» riferendolo all’Europa, senza rivolgere le stesse critiche agli Stati Uniti.
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(con fonte AdnKronos)

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