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Iran, nuove minacce agli Usa: “Il conflitto può allargarsi oltre il Mar Rosso”
Yahya Rahim Safavi ipotizza un’estensione fino all’Oceano Indiano. Intanto Teheran ribadisce ai mediatori le proprie condizioni per rilanciare i negoziati
La crisi tra Iran e Stati Uniti torna a proiettare il rischio di un ulteriore allargamento geografico del conflitto. A evocare uno scenario che potrebbe spingersi oltre il Medio Oriente è Yahya Rahim Safavi, consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, in un video diffuso dall’agenzia di stampa iraniana Fars.
Safavi sostiene che il conflitto abbia già superato i confini del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz, arrivando fino al Mar Rosso attraverso gli Houthi. Da qui, secondo il consigliere della Guida Suprema, potrebbe aprirsi un nuovo fronte.
«Poiché il conflitto si è ormai esteso dal Golfo Persico e dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso» con gli Houthi, afferma Safavi, «è possibile che, in risposta a un’eventuale guerra, questo fronte si estenda ulteriormente, fino all’Oceano Indiano e persino oltre».
L’avvertimento arriva mentre Teheran continua a indicare le proprie condizioni per un ritorno alla diplomazia con Washington. Ieri, dopo l’intervento del presidente iraniano Masoud Pezeshkian dal podio delle Nazioni Unite, l’Iran ha nuovamente ribadito le richieste avanzate nei contatti indiretti con gli Stati Uniti.
Su X, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei è tornato sui colloqui avvenuti «ieri, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite», descrivendoli come la prosecuzione dei contatti condotti attraverso Paesi mediatori tra Teheran e Washington. Baghaei ha parlato di «un altro round di scambio di messaggi e chiarimenti tra Iran e Stati Uniti attraverso i mediatori del Qatar».
Secondo il portavoce, il confronto è proseguito per circa due ore. «In questo processo, andato avanti per circa due ore – ribadisce – sono state trasmesse agli americani le posizioni e le condizioni dell’Iran per rilanciare la diplomazia in modo tale da non lasciare dubbi o ambiguità e da non fornire pretesti o scuse a nessuna delle parti».
Tra le condizioni indicate da Teheran figurano la «fine degli atti di aggressione degli Stati Uniti», la conclusione della «guerra su tutti i fronti» e lo «sblocco dei beni iraniani».
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(con fonte AdnKronos)
