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Carburanti, il governo proroga lo sconto sul diesel fino al 25 agosto
Confermato il taglio di 17 centesimi al litro. Una soluzione tampone in attesa di capire cosa accadrà dopo l’estate. Ma il caro carburante resta un serio problema per gli italiani
Una mossa che chiaramente non risolve il problema, ma sarebbe stato peggio se il governo non avesse rinnovato lo sconto sulle accise del Diesel. Chi si accontenta gode “così, così”, dice Ligabue…
Il governo ha scelto infatti di prorogare il taglio delle accise sul gasolio di 17 centesimi al litro fino al 25 agosto, evitando la fine immediata della misura prevista per il 6 agosto. Una decisione che non cambia la sostanza del problema, ma permette almeno di rinviare l’appuntamento con un possibile nuovo aumento alla pompa.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato che l’obiettivo è “fare la nostra parte per contenere gli effetti dei rincari, in una fase internazionale ancora molto complessa”. Dal 25 agosto tornerà invece in vigore il meccanismo delle accise mobili, che il governo continuerà a monitorare per valutare eventuali ulteriori interventi.
La proroga ha un costo complessivo di 245 milioni di euro. A spiegare la copertura è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Abbiamo tagliato un po’ di spese ai ministeri, non erano molto contenti”, ha detto dopo il Consiglio dei ministri.
Prima della riunione del Cdm si era svolto un confronto tra Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e lo stesso Giorgetti, con al centro anche il nodo delle risorse disponibili.
La misura conferma il taglio già adottato sul diesel, finanziato attraverso le sanzioni anti-speculazione, il Fondo per gli interventi di politica economica e il meccanismo delle cosiddette accise mobili. Il governo aveva scelto di intervenire soprattutto sul gasolio per limitare gli effetti sui trasporti e sui prezzi delle merci, considerando il suo ruolo centrale nella logistica.
Resta però il problema di fondo: gli interventi sulle accise possono attenuare l’impatto dei rincari, ma non eliminano la dipendenza dall’andamento internazionale del petrolio. Una soluzione di emergenza, insomma, più simile a un cerotto che a una cura definitiva.
Nel Consiglio dei ministri è arrivato anche il via libera definitivo al decreto legislativo sull’intelligenza artificiale, con l’adeguamento della normativa italiana alle regole europee. Le nuove disposizioni riguardano i poteri delle autorità nazionali, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola, nel lavoro, nella sanità e nella pubblica amministrazione.
Per il settore dell’istruzione, l’intelligenza artificiale entrerà stabilmente nei percorsi formativi come materia da conoscere e come strumento per innovare la didattica. Sono previsti aggiornamenti dei programmi scolastici, maggiore attenzione alla cittadinanza digitale e un piano di formazione per i docenti con una dotazione di 100 milioni di euro.
Il Cdm ha inoltre dato il via libera preliminare al decreto legislativo sulla riorganizzazione della Corte dei Conti, contestato dall’Associazione Magistrati della Corte dei conti, che ha espresso preoccupazione per il possibile indebolimento delle garanzie a tutela dei cittadini.
Infine, il governo ha dichiarato di interesse strategico nazionale due grandi programmi per la realizzazione di data center in Italia, con investimenti complessivi per circa 6,8 miliardi di euro.
Il primo progetto riguarda un campus hyperscale nell’area metropolitana di Milano, nei comuni di Zibido San Giacomo e Lacchiarella, con un investimento stimato di circa 5,3 miliardi di euro. Il secondo, il progetto Digital Vault Sulcis, prevede la realizzazione di un Data Center Edge AI nell’ex miniera di carbone di Monte Sinni, in Sardegna, con un investimento di circa 1,49 miliardi.
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(con fonte AdnKronos)

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