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Minacce a Nordio: scritta con simboli Br vicino al Forlanini Roma
Sul muro di via Portuense la frase contro il ministro della Giustizia con il riferimento alla Renault 4 di Aldo Moro. Solidarietà da Anm e Crosetto
Una scritta minacciosa contro il ministro della Giustizia Carlo Nordio è comparsa a Roma, sul muro perimetrale esterno di un edificio in via Portuense, all’altezza del civico 473, non lontano dalla caserma dei carabinieri nell’ex ospedale Forlanini.
La frase “Nordio ti metto dentro una R4”, accompagnata da una stella a cinque punte e dalla sigla Br, contiene un riferimento diretto alla Renault 4 rossa nella quale il 9 maggio 1978 fu ritrovato il corpo di Aldo Moro, dopo 55 giorni di prigionia nelle mani delle Brigate rosse. L’immagine dello statista della Democrazia cristiana trovato senza vita nell’auto di via Caetani è diventata uno dei simboli più drammatici degli anni del terrorismo.
La scritta, realizzata con vernice rossa, è stata notata nella serata di ieri dai residenti della zona ed era ancora presente questa mattina. Poco prima delle 9 sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Villa Bonelli, che hanno avviato gli accertamenti.
Le verifiche riguardano anche l’eventuale presenza di telecamere di sorveglianza nella zona e di strutture o siti istituzionali nelle vicinanze, per ricostruire gli autori della scritta.
Sull’episodio è intervenuta l’Associazione nazionale magistrati. “La nostra solidarietà al ministro della Giustizia Carlo Nordio per le odiose minacce ricevute. Le scritte apparse a Roma sono un dato inquietante su cui gli organi competenti sapranno fare piena chiarezza”, ha dichiarato la Giunta esecutiva centrale dell’Anm.
Solidarietà è arrivata anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha espresso vicinanza a Nordio attraverso un messaggio pubblicato su X.
“Ogni tentativo di intimidire chi rappresenta e serve le Istituzioni deve essere respinto con assoluta fermezza”, ha scritto Crosetto, aggiungendo che “l’odio, la violenza e l’evocazione di una delle pagine più buie della nostra storia non potranno mai condizionare l’azione dello Stato”.
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(con fonte AdnKronos)

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