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Energia, il G7 mobilita le riserve: 100 milioni di barili in quattro mesi
L’obiettivo è contenere l’impatto dell’impennata dei prezzi su famiglie e imprese. Trump annuncia l’immissione sul mercato delle scorte europee di gasolio
Il G7 mette in campo le riserve strategiche per affrontare l’aumento dei prezzi dell’energia e, soprattutto, la pressione sul mercato del diesel. I leader dei sette Paesi si sono riuniti in videoconferenza per coordinare una risposta alla nuova fase di tensione sui mercati petroliferi, concordando il rilascio di 100 milioni di barili nell’arco dei prossimi quattro mesi.
L’intesa prevede anche un’accelerazione delle forniture di prodotti raffinati e una maggiore flessibilità degli impianti. «Abbiamo deciso di rendere più flessibile la produzione per produrre al massimo delle nostre capacità delle nostre raffinerie», ha spiegato il presidente francese Emmanuel Macron in un post su X al termine della riunione.
Il piano comprende inoltre il coordinamento delle riserve strategiche attraverso l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea). Il rilascio partirà da oggi e sarà accompagnato da un intervento anticipato sul diesel: una quantità significativa delle scorte verrà immessa sul mercato già nei primi 20 giorni, attraverso i membri e i partner del G7.
Anche Donald Trump ha annunciato l’intervento sulle scorte europee. «L’Europa ha appena acconsentito a immettere sul mercato una quantità ingente delle proprie scorte di gasolio, attualmente molto abbondanti», ha scritto il presidente americano su Truth Social, aggiungendo che «il processo avrà inizio immediatamente».
La decisione arriva mentre i prezzi del petrolio sono interessati da una fase di forte volatilità. Nella dichiarazione conclusiva della riunione, il G7 parla di un aumento dei prezzi che «minaccia la stabilità economica e il benessere dei nostri cittadini» e indica tre obiettivi: stabilizzare le forniture nel breve periodo, proteggere famiglie e imprese dagli shock sui prezzi e rafforzare la capacità di tenuta dei sistemi energetici nel lungo termine.
Sul fronte della raffinazione, i Paesi del G7 hanno concordato di coordinare i programmi di manutenzione degli impianti per evitare che interventi contemporanei provochino una riduzione simultanea della capacità produttiva. L’obiettivo è aumentare temporaneamente, quando possibile, i tassi di utilizzo delle raffinerie.
Il G7 sollecita inoltre un confronto con i Paesi che dispongono di una significativa capacità di raffinazione, affinché contribuiscano ad aumentare la produzione mondiale di prodotti raffinati, con particolare attenzione al diesel, considerata la persistente pressione sul mercato.
L’Iea dovrà monitorare l’attuazione degli impegni assunti nel marzo 2026 e accompagnare il rilascio coordinato delle scorte. I 100 milioni di barili saranno messi sul mercato nell’arco di quattro mesi, tenendo conto anche degli impegni già rispettati. Nei prossimi giorni i Paesi coinvolti si riuniranno nuovamente in ambito Iea per valutare la possibilità di ulteriori rilasci di diesel qualora la situazione lo rendesse necessario.
Un altro punto dell’accordo riguarda gli scambi internazionali. I Paesi del G7 hanno ribadito l’impegno a non introdurre restrizioni alle esportazioni di energia e prodotti energetici tra i membri e hanno invitato tutti i Paesi produttori a evitare divieti che potrebbero aumentare ulteriormente la pressione sui mercati.
Sarà ancora l’Iea a verificare l’effetto delle misure sulla sicurezza energetica e sulla stabilità dei mercati, oltre a monitorare l’attuazione degli impegni. Entro 20 giorni dovrà essere presentato un rapporto di follow-up con raccomandazioni concrete per le future risposte alle crisi energetiche, compreso il tema della ricostituzione delle scorte.
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(con fonte AdnKronos)

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