Pratica Quotidiana
Luce, quanto si può risparmiare passando al mercato libero
Una famiglia con consumi annui di 2.000 kWh può spendere 55 euro al mese con le migliori offerte, contro i 72 euro della maggior tutela
L’ultimo aumento della tariffa elettrica per i clienti ancora serviti dal Servizio di maggior tutela, pari al 37,3%, riporta al centro il confronto con il mercato libero. Secondo un’analisi di Facile.it, per alcune famiglie la scelta di un’offerta competitiva sul mercato libero può ridurre la spesa per la luce fino al 24%.
Per arrivare alla stima, il portale italiano di comparazione ha preso come riferimento una famiglia tipo con consumi di 2.000 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW. Il confronto è stato effettuato calcolando la spesa media mensile con le migliori offerte disponibili sul mercato libero e mettendola a paragone con il costo sostenuto nel Servizio di maggior tutela.
Nel quarto trimestre del 2026 la tariffa della maggior tutela è salita a 0,43 euro per kWh, tasse comprese. Per la famiglia considerata nell’analisi questo si traduce in una bolletta media di circa 72 euro al mese.
Sul mercato libero, invece, le tariffe più convenienti prese in esame partono da circa 0,33 euro per kWh, sempre tasse incluse. La spesa mensile scende così a circa 55 euro, con una differenza del 24% rispetto alla maggior tutela.
Su base annua, utilizzando queste tariffe, il risparmio arriverebbe a quasi 210 euro.
«Le tariffe nel Servizio di maggior tutela variano in base all’andamento del prezzo delle materie prime e pertanto non è da escludere che i prezzi possano restare su livelli elevati anche per i prossimi mesi», spiegano gli esperti di Facile.it. «Sul mercato libero, invece, è possibile trovare offerte a prezzo bloccato che in questo momento offrono un risparmio che può arrivare al 24%».
La scelta, però, richiede attenzione. Non tutte le offerte presenti sul mercato libero sono infatti ugualmente convenienti. Per questo, sottolinea Facile.it, il supporto di un consulente esperto può aiutare a individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.
I cinque consigli per scegliere l’offerta luce
1. Tariffa fissa o indicizzata?
Il primo elemento da valutare è il tipo di prezzo applicato all’energia. Le tariffe fisse mantengono invariato il costo dell’energia per tutta la durata prevista dal contratto, mentre quelle indicizzate o variabili vengono aggiornate periodicamente in funzione dell’andamento del mercato.
Prima di firmare un contratto è quindi importante verificare se il prezzo resterà uguale fino alla scadenza oppure se potrà cambiare. Non esiste una soluzione valida in assoluto: la scelta dipende dalle esigenze personali e dalla propensione al rischio.
Secondo Facile.it, però, considerando la prospettiva di possibili aumenti nei prossimi mesi, il prezzo bloccato rappresenta attualmente l’opzione più sicura.
2. Monoraria o multioraria?
Anche gli orari di consumo possono incidere sulla convenienza dell’offerta. Prima di scegliere è quindi necessario capire quando viene utilizzata maggiormente l’energia all’interno della casa.
Una famiglia che consuma elettricità distribuita nell’intera giornata può orientarsi verso una tariffa monoraria, che applica lo stesso prezzo indipendentemente dall’orario. Chi utilizza invece soprattutto gli elettrodomestici nelle ore serali può valutare una tariffa bioraria.
3. Cosa controllare nella bolletta
La bolletta è stata semplificata negli ultimi anni, ma leggerla e comprenderne tutte le voci non è sempre immediato. Per confrontare un’offerta con quelle di altri fornitori, Facile.it indica tre elementi da osservare in particolare.
Il primo è il consumo, verificando anche in quali fasce orarie viene utilizzata più energia. Il secondo è la quota materia energia, cioè il prezzo applicato dal fornitore all’energia consumata, espresso in euro per kWh.
La terza voce è la quota fissa, che viene fatturata indipendentemente dalla quantità di energia utilizzata.
Sono queste le componenti sulle quali i fornitori del mercato libero possono differenziarsi e che vanno quindi messe a confronto quando si valutano più proposte. Altre voci della bolletta, come gli oneri di sistema, l’Iva e le tasse, sono invece uguali per tutti e vengono definite dall’Autorità.
Considerando insieme consumi, quota materia energia e quota fissa è possibile capire quanto si sta effettivamente spendendo e verificare se sul mercato esistono offerte più adatte alle proprie abitudini.
4. Controllare periodicamente le offerte
Il confronto non dovrebbe fermarsi al momento della sottoscrizione del contratto. Facile.it consiglia di monitorare periodicamente le offerte disponibili per capire se quella attiva continua a essere conveniente o se esistono condizioni migliori.
Prima di confrontare le proposte è però necessario individuare le proprie esigenze e abitudini di consumo. A quel punto è possibile mettere a confronto le tre principali voci della bolletta che possono cambiare da un’offerta all’altra.
Anche in questa fase, osservano gli esperti, ci si può rivolgere a un consulente per individuare la soluzione più adatta.
5. Rid e bolletta elettronica
Un ulteriore possibile risparmio può arrivare dalle modalità di pagamento e dalla ricezione della bolletta. Per chi non ha necessità di ricevere il documento in formato cartaceo e può rinunciare al bollettino postale, alcune società prevedono condizioni più convenienti.
L’attivazione della domiciliazione bancaria (Rid) e la scelta della bolletta elettronica possono infatti consentire, in determinati casi, di accedere a tariffe più economiche.
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