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Giallo Pietracatella, concluse analisi su dispositivi famiglia Di Vita

Giallo Pietracatella, concluse analisi su dispositivi famiglia Di Vita

Gli esperti dello Sco hanno acquisito i dati dei dispositivi sequestrati a luglio. Ora la Procura di Larino dovrà esaminare il materiale

Si sono chiusi a Campobasso gli accertamenti sui dispositivi informatici sequestrati nell’abitazione della famiglia Di Vita nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute nel dicembre scorso a Pietracatella dopo un avvelenamento da ricina.

Il lavoro degli esperti è durato circa quattro ore e ha riguardato un computer Lenovo e dieci chiavette Usb. Il materiale era stato sequestrato il 31 luglio e ora è stato acquisito e catalogato secondo le procedure dell’analisi forense.

L’interesse degli investigatori è rivolto in particolare all’attività svolta sui dispositivi nei giorni che hanno preceduto la morte delle due donne. Attraverso i dati contenuti nel computer e nei supporti esterni si punta infatti a ricostruire gli accessi informatici effettuati dai diversi componenti della famiglia, comprese Antonella Di Ielsi e la figlia Sara.

Gli accertamenti sono stati eseguiti negli uffici della Questura di Campobasso dagli investigatori dello Sco, con il coinvolgimento degli esperti della Direzione centrale anticrimine. Alle operazioni ha assistito anche Giovanni Alfonso, perito e consulente di Gianni e Alice Di Vita, che nel procedimento risultano parti offese.

L’inchiesta della Procura di Larino procede per l’ipotesi di duplice omicidio premeditato. Con la conclusione delle operazioni tecniche sui dispositivi, il materiale raccolto passa ora alla fase di esame. La Procura avrà 60 giorni di tempo per analizzare i dati acquisiti.

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(con fonte AdnKronos)