In Evidenza
Difesa europea e strappo con Trump: l’E5 si coordina prima del vertice Nato
Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Polonia riunite tra tensioni interne all’Ue e frizioni con Washington. Sullo sfondo Ucraina e Medio Oriente
Le cinque principali potenze militari europee si riuniscono oggi nel formato E5 per coordinarsi in vista del vertice Nato di inizio luglio, in un contesto segnato da crescenti tensioni con gli Stati Uniti e da divisioni interne all’Europa.
Al tavolo Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Polonia, con la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario generale della Nato Mark Rutte collegato da Washington, dove è in corso un confronto con Donald Trump.
Il vertice si inserisce in una fase in cui i Paesi europei stanno cercando di rafforzare il proprio coordinamento sulla sicurezza, anche alla luce del progressivo disimpegno americano e delle frizioni con l’amministrazione Trump, emerse con forza sul dossier Iran e, più in generale, nella gestione delle crisi internazionali.
Segui tutte le notizie senza perderne una
La necessità di una maggiore autonomia europea è uno dei fili conduttori dell’incontro, insieme alla preparazione del summit Nato del 7 e 8 luglio ad Ankara, indicato come il fulcro dei prossimi passaggi politici e militari.
Sul tavolo restano centrali anche Ucraina e Medio Oriente. Dopo il G7 della scorsa settimana, i partner occidentali hanno concordato un rafforzamento del sostegno a Kiev, tra sistemi di difesa aerea, nuove sanzioni alla Russia e cooperazione industriale nel settore militare. Un segnale letto da molti come un tentativo di riallineamento tra Stati Uniti ed Europa, pur in un quadro ancora instabile.
All’interno dell’Unione, però, emergono divisioni sulla gestione politica del conflitto. La proposta del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa di riaprire canali diplomatici con Mosca ha incontrato le resistenze di Francia e Germania, che insieme al Regno Unito rivendicano un ruolo guida attraverso il formato E3, pur riconoscendo la necessità di coinvolgere anche Italia e Polonia.
Le tensioni non si fermano qui. Sullo sfondo pesa anche la crisi tra Meloni e Trump dopo il G7, legata al rifiuto italiano di mettere a disposizione basi aeree per operazioni contro l’Iran, episodio che si inserisce in una serie di critiche pubbliche del presidente americano verso gli alleati europei.
Parallelamente, Washington ha annunciato la riduzione di parte dei contingenti militari in Europa, alimentando le preoccupazioni sulla tenuta del supporto statunitense, soprattutto in relazione al conflitto ucraino.
In questo contesto, il vertice E5 assume il valore di un passaggio politico chiave: non solo preparare il summit Nato, ma anche ridefinire gli equilibri tra alleati in un quadro sempre più segnato da autonomia europea, diffidenze reciproche e leadership ancora contese.
A complicare ulteriormente lo scenario contribuiscono tensioni bilaterali, come lo scontro tra Polonia e Ucraina esploso nelle ultime settimane, che rischia di incidere sulla compattezza del fronte europeo proprio mentre si tenta di rafforzarne il ruolo internazionale.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
