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Legge elettorale alla Camera, Magi espulso e seduta sospesa
Tensioni in Aula durante la discussione della riforma: protesta del leader di +Europa contro il testo
La discussione sulla riforma della legge elettorale alla Camera si è interrotta con l’espulsione di Riccardo Magi dall’Aula e la successiva sospensione della seduta.
L’esame del provvedimento è stato segnato da momenti di tensione fin dalle prime battute. Il segretario di +Europa, nel ruolo di relatore di minoranza, durante il suo intervento ha strappato un manifesto che raffigurava il listone e le liste bloccate, con la scritta “Il tuo voto non conta nulla”.
Dopo un primo richiamo da parte della presidente di turno Anna Ascani, Magi ha proseguito la sua protesta anche durante l’intervento della ministra per le Riforme Elisabetta Casellati. Richiamato più volte, è stato infine espulso dopo tre richiami consecutivi. La seduta è stata sospesa a meno di un’ora dall’inizio dei lavori.
La discussione generale era iniziata intorno alle 9.45 con la relazione del deputato di Fratelli d’Italia Angelo Rossi, uno dei relatori del testo.
Nel corso dell’intervento della ministra Casellati si sono registrati ulteriori momenti di tensione, con un riferimento alla posizione di Magi che ha innescato la reazione dell’opposizione e un chiarimento della presidenza. La presidente di turno ha precisato che l’espulsione era già stata disposta e che il deputato non si era allontanato volontariamente dall’Aula.
Successivamente, Magi ha commentato la riforma parlando con i cronisti in Transatlantico, definendola “un colpo di Stato elettorale”, “mite” o “burocratico”, e criticando l’impianto del testo, paragonato alla legge Acerbo del 1923.
Il leader di +Europa ha inoltre riferito di aver chiesto un incontro al presidente della Camera per affrontare quanto accaduto.
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(con fonte AdnKronos)
