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Spara sulla folla dal finestrino dell’auto: strage a Cracovia, 6 morti e 15 feriti
L’attacco nella piazza principale della città. L’uomo ha sparato dall’auto, poi è stato ferito e fermato dalla polizia. Nel veicolo trovato un arsenale di armi e munizioni
Sei persone uccise, altre 15 ferite e un arsenale di armi e munizioni nell’auto da cui sono partiti gli spari. È il bilancio della sparatoria che ha sconvolto il centro di Cracovia nella mattinata di sabato 7 novembre. Un uomo ha aperto il fuoco sulla folla dalla propria vettura nella piazza principale della città, prima di tentare la fuga e finire contro un’altra automobile. La polizia lo ha raggiunto e ferito: il sospettato, cittadino polacco, è stato fermato e trasferito in ospedale.
Le vittime sono quattro donne e due uomini, ha precisato la polizia polacca in un messaggio pubblicato su X. Tra i feriti figurano anche due agenti, uno dei quali sarebbe in gravi condizioni, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Pap. La dinamica è ancora oggetto di accertamenti, ma i primi elementi raccolti sul posto restituiscono la dimensione di un attacco avvenuto in una delle aree più frequentate della città.
A colpire gli investigatori è anche quanto trovato nell’automobile utilizzata dall’uomo. Gli agenti hanno recuperato una quantità consistente di armi da fuoco e munizioni. Secondo la Pap, il sospettato indossava abiti in stile militare e avrebbe imbracciato un’arma lunga, probabilmente un fucile semiautomatico AR-15. Un fotoreporter dell’agenzia, presente sul luogo della sparatoria, ha raccontato che l’auto avrebbe tentato di allontanarsi prima di schiantarsi contro una vettura bianca all’incrocio con via Dietla. Nel bagagliaio sono stati poi trovati uno zaino militare, diverse tasche portamunizioni e una baionetta.
Il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz ha precisato che l’autore della sparatoria non è mai stato un membro delle forze armate. Le autorità stanno lavorando per ricostruire le circostanze dell’attacco e chiarire le ragioni del gesto.
L’appello del governo: «Non ostacolate i soccorsi»
Il ministro della Giustizia Waldemar Żurek ha chiesto alla popolazione di mantenere la calma e di non intralciare il lavoro dei soccorritori e degli investigatori. In un messaggio pubblicato su X ha parlato di un’«enorme tragedia» nella piazza principale di Cracovia, confermando che magistrati, polizia e servizi di emergenza erano già sul posto per mettere in sicurezza le prove e ricostruire l’accaduto.
«Condivido il dolore delle famiglie e dei cari delle vittime di questa tragedia inimmaginabile», ha scritto il ministro, aggiungendo che l’autore del gesto è stato ferito e fermato. «Lo Stato sta funzionando», ha assicurato, promettendo che il responsabile sarà chiamato a rispondere pienamente del crimine.
Anche il premier Donald Tusk è intervenuto con un messaggio di cordoglio, esprimendo le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime e rendendo omaggio agli agenti che, a suo dire, hanno rischiato la vita per fermare l’attentatore. Il capo del governo ha rivolto un appello ai politici di tutti gli schieramenti affinché non utilizzino la tragedia per alimentare lo scontro politico: «Faremo luce su tutte le circostanze di questo crimine», ha dichiarato.
Il presidente della Polonia Karol Nawrocki ha riferito di essere in contatto con i servizi competenti e di attendersi un chiarimento completo dell’attacco. Il capo dell’Ufficio per la sicurezza nazionale, Bartosz Grodecki, era intanto in viaggio verso Cracovia. Cordoglio è stato espresso anche dal presidente della Camera bassa del Parlamento, Włodzimierz Czarzasty.
Le reazioni internazionali e il lutto cittadino
La sparatoria ha suscitato reazioni anche fuori dalla Polonia. L’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha definito la perdita di vite umane una tragedia destinata a essere sentita ben oltre i confini del Paese. Dopo aver trasmesso le condoglianze al ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski, ha assicurato che la Polonia non è sola in questo momento di lutto.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso il proprio «profondo dolore» per quello che ha definito un «vile e inaccettabile atto di violenza», manifestando vicinanza alle famiglie delle vittime, ai feriti e all’intero popolo polacco. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aggiunto che l’ambasciata italiana a Varsavia e la rete consolare sono al lavoro per assistere gli italiani presenti nella zona.
Solidarietà è arrivata anche dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha parlato di un «crimine sconvolgente» e ribadito la vicinanza dell’Ucraina alla Polonia: «Le persone hanno diritto alla sicurezza».
A Cracovia il sindaco Łukasz Gibała ha proclamato una giornata di lutto cittadino per l’11 novembre, giorno in cui la Polonia celebra anche la Festa dell’Indipendenza.
(con fonte AdnKronos)

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