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Arrestato latitante brasiliano del network neonazista Hammerskins
L’uomo, condannato a sei anni e sei mesi per odio razziale, è stato rintracciato dalle forze dell’ordine in un fabbricato rurale nella provincia di Pavia
Un cittadino brasiliano di 35 anni, ritenuto un esponente del network neonazista ‘Hammerskins’, è stato arrestato in Italia in esecuzione di un mandato di cattura emesso dalle autorità del Brasile. L’uomo deve scontare una pena complessiva di sei anni e sei mesi di reclusione per promozione e partecipazione ad associazione con finalità di discriminazione razziale ed istigazione all’odio razziale. Attualmente il soggetto si trova all’interno del carcere di San Vittore, in attesa di essere sottoposto alla procedura di estradizione.
Le indagini che hanno portato al rintraccio dell’estremista sono state condotte dalla sezione antiterrorismo della Digos di Milano, in stretta sinergia con la direzione centrale polizia di prevenzione-servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno e con il servizio di cooperazione internazionale di polizia. L’operazione è stata coordinata dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Milano. L’inchiesta è nata da una serie di informazioni condivise in ambito di cooperazione internazionale, secondo le quali l’uomo si trovava in Italia da alcuni mesi sotto falso nome insieme alla compagna, avendo vissuto in diverse località del Paese prima di spostarsi in Lombardia.
L’attività investigativa, sviluppata tramite attività tecniche, accertamenti su fonti aperte e mirati servizi di appostamento, ha permesso di concentrare le ricerche in un’ampia area rurale situata nella provincia di Pavia. Si tratta di una zona caratterizzata da poco traffico veicolare ed estranea agli itinerari turistici, idonea a una permanenza sicura. Attraverso una mappatura degli immobili che potessero fungere da rifugio, gli agenti hanno individuato un fabbricato rurale adibito anche a foresteria per gli ospiti. Dopo diversi appostamenti, il trentacinquenne è stato rintracciato all’interno della struttura.
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Secondo la condanna emessa dalle autorità brasiliane, l’uomo aveva costituito, insieme ad altri estremisti, un gruppo neonazista con l’intento di commettere reati violenti per finalità di discriminazione razziale, occupandosi anche dell’organizzazione di raduni funzionali a tale scopo.
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(con fonte AdnKronos)
