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Dimissioni Draghi, la visione americana della crisi vista da WP e NYT

Ecco cosa pensano della crisi italiana due tra i più importanti quotidiani a stelle e strisce, il Washington Post e il New York Times, dopo le dimissioni del Premier Mario Draghi

L’analisi di WP

“Vertiginose turbolenze politiche” stanno attraversando l’Italia dopo le dimissioni rassegnate dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. Così si apre l’articolo che il Washington Post dedica alla crisi italiana, sottolineando come “ci sono evidenti ragioni” per cui il nostro Paese “trarrebbe vantaggio dal mantenere intatto il suo governo ancora per un po’” alla luce delle importani scadenze dei prossimi mesi, dall’approvazione della legge di bilancio alle riforme necessarie per ricevere i fondi del piano europeo per la ripresa dalla pandemia.

“Draghi, se si riuscirà a convincerlo a restare, potrebbe rimettere insieme le cose con l’ennesimo voto di fiducia, legato esclusivamente all’esistenza del governo”, prosegue il giornale, ricordando come il presidente Sergio Mattarella, che ha respinto le dimissioni di Draghi, abbia in questi anni dato dimostrazione di “abilità” nel fare appello “al senso di responsabilità nazionale”.

In vista dell’atteso discorso che l’ex numero della Bce pronuncerà mercoledì in Parlamento, il Washington Post evidenzia che i prossimi saranno giorni di “negoziati dietro le quinte tra i partiti” che porteranno a una qualche forma di “pacificazione” o a una “rottura netta”.

“Draghi – scrive il quotidiano statunitense – per 17 mesi è stato una rara forza unificante nella politica italiana”, alla guida di un’ampia coalizione che va da destra a sinistra, ma “quell’unità ha vacillato quando le preoccupazioni per la pandemia sono state sostituite da quelle per l’inflazione, la siccità record e la guerra in Europa”, mentre “alcuni partiti politici” percepiscono che potrebbero avvantaggiarsi dalle elezioni anticipate.

“Anche se l’Italia trova una soluzione, è a breve termine. Draghi è sempre stato un leader a tempo, anche se con un peso significativo”, rimarca il Washington Post, ricordando le elezioni del prossimo anno. “L’Italia ha bisogno di un nuovo presidente e di un governo stabile. Mario Draghi non può essere la risposta a entrambi”, è il giudizio del giornale.

Gli scenari secondo NYT

“Il momento d’oro di stabilità dell’Italia è sembrato improvvisamente sull’orlo del caos” dopo che Mario Draghi – “un titano d’Europa, spesso chiamato Super Mario” – ha “presentato le sue dimissioni in risposta a una rivolta dei populisti anti-establishment all’interno del suo ampio governo di unità nazionale”. Ma in un segnale di quanto “l’uscita di Draghi sarebbe traumatica per l’Italia, il presidente si è rifiutato di accettare le sue dimissioni, essenzialmente congelando la situazione politica fino alla prossima settimana, quando Draghi riferirà in Parlamento”. Esordisce così il New York Times, parlando di “inaspettata crisi di governo, teatrini e macchinazioni dietro le quinte” che hanno “lasciato l’Italia in uno stato di animazione sospesa e creato una potenziale calamità per l’Europa che cerca un fronte unito contro l’aggressione della Russia in Ucraina e affronta un’ondata di infezioni da Covid e crisi energetica”. E di come “la possibile uscita di Draghi apra la porta a forze che sono più bendisposte nei confronti di Putin”.

“I politici e gli analisti italiani hanno faticato a comprendere esattamente cosa fosse accaduto e cosa accadrà”, si legge, perché “nonostante le sue dimissioni resta possibile che Draghi possa tornare se l’uomo che ha scatenato la rivolta, l’ex premier Giuseppe Conte di M5S, tornerà, castigato, all’ovile del governo”, Conte che “ha l’abitudine di lanciare ultimatum al governo”, che “parla in termini da legale”, che è “spesso contraddittorio” e ha “l’ulteriore grattacapo di cercare costantemente di compiacere” Beppe Grillo. Mentre Luigi Di Maio, “un tempo agitatore, ora segue le orme di Draghi e parla dell’importanza della Nato, vedendo chiaramente il suo futuro nell’establishment”.

Il Nyt scrive di come i fatti di ieri abbiano “chiarito che il peso delle elezioni previste per l’inizio del 2023 continuerà a dividere tutti i partiti e che Draghi, che aveva posto l’unità del governo come una condizione per la sua permanenza, potrebbe ancora insistere per lasciare”.

E sui prossimi giorni, “se Mattarella o i partiti politici che vorrebbero che il governo continuasse non riuscissero a convincere Draghi a restare, questo significherebbe instabilità non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa, e in un momento precario” mentre l’Ue, “di cui Draghi è convinto sostenitore, lotta per mantenere l’unità di fronte all’aggressione in Ucraina da parte del presidente russo Vladimir Putin”.

Il Nyt ricorda come Draghi abbia “portato fuori” l’Italia “dai giorni peggiori della pandemia di Covid” e come abbia “riempito il governo di esperti altamente qualificati” che hanno fatto uscire il Paese “dal suo malessere politico ed economico”. E di come Draghi abbia “immediatamente rafforzato la postura internazionale dell’Italia e la fiducia degli investitori”. E anche i 200 miliardi di euro, per “l’Italia la migliore opportunità di modernizzazione da decenni”. Le riforme, “fonti di energia diverse dalla Russia, rinnovabili comprese”. “Ha reso il populismo fuori moda e la competenza ammirevole, ha riposizionato l’Italia come una forza affidabile per i valori democratici in Europa” e “ha svolto un ruolo significativo nello spingere l’Italia, che ha spesso mantenuto una relazione stretta, transnazionale e ambigua con la Russia, nel mainstream europeo sulle questioni del sostegno all’Ucraina e delle sanzioni contro la Russia”. Con l’Italia che “è stata il primo grande Paese occidentale a sostenere pubblicamente l’eventuale adesione dell’Ucraina all’Ue”.

“La possibile uscita di Draghi apre la porta a forze che sono più bendisposte nei confronti di Putin”, scrive il Nyt. Matteo Salvini, “che un tempo indossava magliette con il volto di Putin”, e che “è improvvisamente tornato a contare”. Il giornale riporta poi le parole di Giorgia Meloni – “Elezioni subito” – che “ha visto la sua popolarità salire alle stelle nell’ultimo anno”. I 5 stelle, scrive il Nyt, “molto probabilmente soffrirebbero terribilmente se l’Italia andasse a nuove elezioni”.

(AdnKronos)

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