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Iran, quali obiettivi può colpire in Europa? Fianco sudorientale esposto
Secondo il Financial Times, Teheran avrebbe valutato possibili attacchi contro basi e infrastrutture militari occidentali in Europa. I missili con una gittata fino a 2.000 chilometri possono raggiungere il fianco sudorientale del continente, mentre alcuni vettori potrebbero teoricamente spingersi più lontano
La minaccia iraniana di allargare il conflitto oltre il Medio Oriente, nel caso di nuovi attacchi americani contro le infrastrutture di Teheran, avrebbe già una possibile mappa degli obiettivi europei. E il primo fronte interessato sarebbe quello sudorientale del continente.
Secondo quanto riferito dal Financial Times, l’Iran avrebbe preso in considerazione possibili attacchi contro strutture militari statunitensi e alleate in Europa. Tra i siti valutati figurerebbero la base aerea di Bezmer, in Bulgaria, e Raf Akrotiri, a Cipro. Il possibile elenco comprenderebbe inoltre la base navale di Souda Bay, a Creta, alcune installazioni militari in Turchia e il sito Aegis Ashore di Deveselu, in Romania, parte del sistema di difesa antimissile della Nato.
La capacità di Teheran di minacciare il fianco sudorientale dell’Europa è legata soprattutto al proprio arsenale missilistico. Secondo le valutazioni del Council on Foreign Relations e dell’intelligence americana, l’Iran dispone del più grande arsenale balistico del Medio Oriente. I missili a maggiore gittata arrivano a circa 2.000 chilometri, una distanza che consente di coprire il Medio Oriente e diverse aree dell’Europa sudorientale.
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I missili iraniani che possono raggiungere l’Europa
Tra i sistemi che potrebbero essere utilizzati figurano gli Emad e i Ghadr-1, derivati dallo Shahab-3 e accreditati di una gittata compresa tra 1.700 e 2.000 chilometri.
C’è poi il Sejjil-2, missile balistico a due stadi alimentato a propellente solido. Una delle sue caratteristiche è la rapidità con cui può essere preparato al lancio, un elemento che ne aumenta la difficoltà di intercettazione e neutralizzazione.
Teheran dispone inoltre di missili da crociera terrestri come il Soumar e il Paveh, progettati per volare a bassa quota e con un’autonomia che può arrivare, secondo le stime riportate, a circa 2.500 chilometri. La traiettoria radente consente a questi sistemi di sfruttare le difficoltà dei radar tradizionali nel rilevare tempestivamente un bersaglio che vola a bassa quota.
Un caso ancora diverso è quello del Khorramshahr-4, noto anche come Kheibar. Il missile viene accreditato di una gittata di circa 2.000 chilometri con una testata da 1.500 chilogrammi. Riducendo il peso del carico bellico, la gittata potrebbe teoricamente aumentare fino a 2.500-3.000 chilometri.
Uno scenario di questo tipo allargherebbe il raggio della minaccia anche a una parte dell’Europa centrale, con città come Vienna, Berlino e Roma che rientrerebbero teoricamente nella portata. L’aumento della distanza, tuttavia, comporterebbe un compromesso: una testata più leggera e una potenziale riduzione della precisione nella fase di rientro atmosferico.
La strategia della saturazione
La capacità iraniana non dipende soltanto dalla gittata dei singoli missili. Le analisi del Center for Strategic and International Studies sugli attacchi condotti contro Israele hanno evidenziato l’impiego di tattiche basate sulla saturazione delle difese.
Nell’attacco dell’ottobre 2024, oltre 30 missili raggiunsero la base aerea israeliana di Nevatim. Teheran ha inoltre combinato missili balistici, missili da crociera e droni d’attacco, tra cui gli Shahed-136, con l’obiettivo di costringere le difese avversarie a impiegare rapidamente le proprie scorte di intercettori.
Alcuni sistemi iraniani sono inoltre dotati di testate manovrabili nella fase di rientro atmosferico, le cosiddette MaRV, che rendono più complesso il lavoro dei sistemi di difesa.
Quanto è realmente grande la minaccia
La valutazione della capacità iraniana di colpire l’Europa resta tuttavia complicata dalla scarsità di informazioni pubbliche aggiornate. Le stime sull’intero arsenale missilistico di Teheran parlano di circa 2.000-3.000 vettori, ma la maggioranza appartiene alla categoria dei missili balistici a corto raggio.
I sistemi a medio raggio, quelli effettivamente in grado di minacciare il territorio europeo, rappresentano quindi soltanto una parte dell’arsenale complessivo.
A questo si aggiungono le perdite provocate dagli attacchi israeliani e americani, i missili già utilizzati durante il conflitto e l’assenza di dati pubblici certi sulla consistenza attuale delle scorte.
La possibilità di un attacco iraniano contro obiettivi europei, dunque, non significa che Teheran disponga della capacità di colpire indistintamente qualsiasi punto del continente. La minaccia più concreta riguarda soprattutto il fianco sudorientale dell’Europa, mentre per raggiungere distanze maggiori entrano in gioco compromessi tra gittata, carico bellico e precisione.
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(con fonte AdnKronos)

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