Salute
Preservativo rotto: come evitare confusione dopo un imprevisto
I dati parlano di percentuali tra l’1% e l’8%: questo significa che la rottura del preservativo è una situazione davvero rara. C’è da dire, però, che in caso di una gestione errata del prodotto le possibilità sono più alte di chi lo conserva con cura.
Se ci si trova per la prima volta a dover affrontare l’accaduto, momenti di panico non sapendo bene cosa fare sono piuttosto comuni ma informarsi su guide complete, chiare e impeccabili come quelle di Mettiche aiuta a capire quali sono gli effettivi passi da fare.
Vediamo insieme cosa c’è da sapere.
Perché il preservativo si rompe?
Una domanda che molti si fanno è perché accade. Nonostante le percentuali siano davvero basse, dobbiamo capire che molte volte la problematica è causata da una gestione errata del prodotto.
Se la conservazione avviene lasciando il preservativo nel portafoglio, nel cruscotto dell’auto oppure al caldo il materiale può deteriorarsi. Anche aprire di fretta, magari con i denti, può aumentare il rischio di fori indesiderati. Una cosa che molti ignorano è che è dotato di data di scadenza: se non viene controllata prima dell’uso si può incorrere in problematiche come la lacerazione.
Non solo lattice, chi è allergico può optare per altri materiali come il poliuretano o poliisoprene; anche in questo caso bisogna però conservarli accuratamente.
Come capire se il preservativo si è rotto
Non sempre la rottura è così evidente, a volte il cambiamento si percepisce nella sensazione durante il rapporto, ad esempio, percependo una pressione differente o una lubrificazione improvvisa. Altre volte ci si accorge solo dopo quando lo si sfila. Se il dubbio resta meglio verificare e non proseguire.
Cosa fare dopo averlo scoperto
Se si scopre che il preservativo è rotto non bisogna ignorare i segnali ma fermarsi e affrontare correttamente i primi momenti di tensione. In seguito, oltre a lavare le parti intime con acqua e detergente (evitando prodotti aggressivi) bisogna capire come muoversi.
Quali sono i rischi reali? Accanto alla possibilità di una gravidanza indesiderata non si può ignorare l’esposizione a infezioni sessualmente trasmissibili.
Cosa fare dunque? Considerare la contraccezione d’emergenza e poi rivolgersi a consultori e specialisti per valutare esami specifici per infezioni e malattie.
Contraccezione d’emergenza da conoscere
Il primo pensiero comune, soprattutto tra i giovani, è come evitare una gravidanza indesiderata in caso si rompa il preservativo. Con la contraccezione d’emergenza ci si può aiutare e la buona notizia è che ne esistono 2 tipo: la pillola del giorno dopo, da assumere entro 72 ore, e quella dei cinque giorni dopo, indicata fino a 120 ore. Non sono intercambiabili e la scelta non va fatta a caso, perché l’efficacia tende a calare con il passare delle ore.
Attenzione però a come si può acquistare: la prima si può ottenere senza ricetta solo se si è maggiorenni, quando si è minorenni serve un’impegnativa da parte di un ginecologo, del pronto soccorso oppure della guardia medica o comunque di uno specialista. Quella dei 5 giorni, invece, non richiede nessuna ricetta medica… neppure per le minorenni.
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(AS)
