Motori
Bollo auto, il governo studia un taglio: meno tasse per le auto piccole e moto
La misura potrebbe entrare nella prossima manovra. Allo studio anche sconti per chi è in regola con i pagamenti e per le vetture meno inquinanti
Tra benzina e diesel sempre più cari, bollette di luce e gas in aumento e prezzi della spesa che continuano a pesare sui bilanci familiari, potrebbe arrivare una misura destinata ad alleggerire almeno una delle voci a carico degli automobilisti. Il governo sta valutando infatti un taglio del bollo auto da inserire nella prossima manovra finanziaria.
L’ipotesi sul tavolo prevede uno sconto modulare, costruito sulla base di diversi parametri. A spiegare come potrebbe funzionare è Dario Giordano, responsabile dell’ufficio legale di Udicon, che ha illustrato ad Adnkronos/Labitalia i criteri finora emersi.
La misura potrebbe favorire innanzitutto chi è in regola con il pagamento del bollo, ma anche i proprietari di auto di piccola cilindrata e di vetture caratterizzate da minori emissioni. L’impostazione, secondo Giordano, andrebbe quindi nella direzione di una riduzione dell’importo per chi possiede automobili più piccole.
Per l’esperto dell’associazione dei consumatori si tratterebbe di un criterio più equo rispetto a una riduzione generalizzata, perché consentirebbe di rapportare il costo della tassa alle caratteristiche della persona e del veicolo. Una modulazione di questo tipo, sottolinea, può tenere conto della situazione concreta del cittadino e del consumatore.
Tra gli effetti ipotizzati c’è anche quello sulla mobilità nelle grandi città. Incentivare chi possiede auto di dimensioni ridotte potrebbe infatti contribuire, secondo Giordano, a ridurre la congestione urbana. Da qui l’idea di valutare una formula ancora più favorevole per moto e scooter.
Il nodo principale resta però quello dei criteri con cui determinare lo sconto. Giordano invita a progettare con attenzione i parametri, portando come esempio l’anno di immatricolazione e il chilometraggio.
Un’auto più vecchia e con molti chilometri potrebbe effettivamente essere associata a maggiori emissioni, ma un sistema basato troppo rigidamente su questi elementi rischierebbe di penalizzare proprio le fasce economicamente più deboli. Chi dispone di minori risorse, infatti, può non avere la possibilità di acquistare una vettura nuova e, nello stesso tempo, può essere costretto a utilizzare l’auto quotidianamente per percorrere molti chilometri, ad esempio per motivi di lavoro.
Per questo, secondo l’esperto di Udicon, una vera impostazione progressiva dovrebbe evitare che i parametri utilizzati per lo sconto finiscano per aumentare il peso della tassa su chi già dispone di un minore potere d’acquisto.
La misura, sempre nella lettura proposta da Giordano, dovrebbe piuttosto intervenire anche sulle modalità di utilizzo dell’auto, distinguendo tra necessità quotidiane e impieghi ritenuti superflui. L’esempio citato è quello di un Suv utilizzato soltanto per percorrere brevi tragitti.
Un modello già sperimentato a livello locale e indicato come possibile riferimento è quello adottato dalla Regione Lazio, dove vengono premiati i contribuenti che sono in regola con il bollo e scelgono la domiciliazione bancaria del pagamento.
Secondo Giordano, questo meccanismo potrebbe rappresentare una strada da replicare anche nella misura nazionale e potrebbe aprire inoltre alla possibilità di una rateizzazione del bollo auto, con l’obiettivo di alleggerire il peso della tassa per chi si trova in maggiore difficoltà economica.
Il taglio del bollo resta per ora un’ipotesi allo studio dell’esecutivo e dovrà essere definito nei suoi criteri e nella sua struttura prima dell’eventuale inserimento nella prossima legge di Bilancio.
I modelli di auto, chi rientra (ipotesi e chi no) nell’esenzione
Ma quali sono i modelli di auto che saranno esenti da bollo? Dalle city car ai mini suv, ecco i principali veicoli che diranno addio alla tassa.
– Fiat Panda: Versioni mild hybrid 1.0 da ~70 CV (circa 51-52 kW) e versioni precedenti più basse: quasi tutte rientrano ampiamente nell’esenzione.
– Dacia Sandero (e Stepway), versioni SCe 65 (~48 kW), TCe 90 (~66 kW), TCe 100 / ECO-G 100 (~74 kW). La maggior parte rientra nelle esenzioni mentre le ibride più potenti (es. Hybrid 155) possono superare il massimo dei kW.
– Citroën C3 PureTech 100 (~74 kW) e Hybrid 110 (potenza termica base intorno ai 74 kW, sistema combinato spesso ancora sotto o vicino).
– Peugeot 208: PureTech 75 (~55 kW) e 100 (~74 kW). Le mild hybrid entry-level rientrano quasi tutte nei limiti, le più potenti (Hybrid 136/145) e le elettriche no.
– Fiat Grande Panda: benzina 1.2 da 100/101 CV (~74 kW) e mild hybrid da 110 CV (~81 kW, borderline). La versione elettrica da 83 kW è al limite o leggermente sopra a seconda della dichiarazione.
– Renault Clio: versioni TCe 90/100 (~66-75 kW) e alcune entry. Le più potenti (TCe 115 o full hybrid 145/160) superano il limite di kW.
– Jeep Avenger: versione 1.2 turbo benzina 100 CV (~74 kW) rientra nei limiti. Mild hybrid e 4xe più potenti, nonché l’elettrica (115 kW), no.
– Toyota Yaris (e alcune Yaris Cross entry): le full hybrid da 116 CV (~85 kW sistema) sono al limite o leggermente sopra; versioni precedenti o specifiche possono rientrare nei limiti.
– Fiat 500 (termiche e mild), Lancia Ypsilon, Kia Picanto, Hyundai i10, Opel Corsa entry-level, Volkswagen Polo 1.0 base, Suzuki Swift, Skoda Fabia entry: quasi tutte sotto i 80 kW nelle motorizzazioni più comuni.
– Elettriche pure: molte citycar (Fiat 500e da 70 kW, Leapmotor T03, Dacia Spring, BYD Dolphin entry) rientrano nei limiti; le più potenti no. La norma tuttavia riguarda auto a benzina/gasolio (anche in combinazione), quindi le pure elettriche seguono regole diverse o non rientrano in questa esenzione specifica.
Tra le auto che potrebbero rientrare nell’esenzione del bollo, infine, anche molti veicoli del parco usato di 10-20 anni (utilitarie e medie di bassa potenza).
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(con fonte AdnKronos)
