Salute
West Nile, aumentano i casi in Italia: 312 infezioni e 13 morti
Il nuovo bollettino dell’Istituto superiore di sanità registra 86 casi in più rispetto alla settimana precedente. Il virus è stato rilevato in 60 province di 16 Regioni
Continua ad aumentare in Italia il numero dei casi di West Nile virus nell’uomo. Dall’inizio dell’anno al 19 agosto sono state registrate 312 infezioni confermate, 86 in più rispetto alle 226 riportate nel precedente aggiornamento del 12 agosto.
I dati sono contenuti nel bollettino della sorveglianza coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss), pubblicato oggi in occasione del World Mosquito Day.
Delle 312 infezioni complessivamente accertate, 156 hanno provocato una forma neuro-invasiva della malattia. Tra queste figura anche un caso importato dalle Maldive. Sono invece 40 i casi individuati attraverso lo screening dei donatori di sangue, mentre 115 persone hanno sviluppato la febbre. Anche in questo gruppo è presente un caso importato, in questo caso dal Burkina Faso.
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Il bilancio comprende inoltre 13 decessi, uno dei quali relativo a un caso importato.
Il virus circola in 60 province
L’area interessata dalla circolazione del West Nile virus continua ad allargarsi. Sono ormai 60 le province italiane nelle quali è stata dimostrata la presenza del virus, distribuite in 16 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Nello stesso periodo dello scorso anno le province interessate erano 52 e le Regioni 15.
Il numero complessivo dei casi rimane comunque inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025: allora le infezioni confermate erano 351, con 22 decessi.
Anche la letalità risulta più bassa. Considerando le forme neuro-invasive confermate, l’indice è attualmente del 7,7%, contro il 13,9% dello scorso anno.
“Il virus circola ormai stabilmente”
Gli esperti di arbovirosi del Dipartimento di malattie infettive dell’Iss sottolineano che il quadro richiede comunque particolare attenzione.
“Nonostante il numero di casi sia inferiore a quello dello scorso anno, così come la letalità, il virus ormai circola stabilmente in quasi tutto il territorio nazionale”, spiegano gli specialisti, evidenziando anche l’importanza dei casi individuati tra i donatori di sangue.
Per l’Iss, la situazione conferma la necessità di mantenere alta la sorveglianza e il monitoraggio della circolazione virale, insieme alla capacità di individuare tempestivamente le infezioni. Un’attività che, sottolineano gli esperti, è importante anche per continuare a garantire la sicurezza delle trasfusioni e dei trapianti.
West Nile e Usutu virus
Il bollettino registra infine anche la presenza dell’Usutu virus, un altro arbovirus trasmesso dalle zanzare. Dall’inizio dell’anno sono stati segnalati nove casi: cinque in Lombardia e uno rispettivamente in Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Piemonte.
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(con fonte AdnKronos)

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