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Minorenni e terrorismo, casi in aumento in Italia: dagli ambienti jihadisti agli estremismi online
L’arresto di un 16enne nel Comasco riaccende l’attenzione sulla radicalizzazione giovanile. Le indagini e la Relazione dell’Intelligence segnalano un aumento costante dei minorenni coinvolti in contesti estremisti
Terrorismo e minori, cresce il fenomeno della radicalizzazione giovanile in Italia – Diverse chat con contenuti estremisti, materiale di propaganda e contatti in ambienti radicali. L’arresto di un 16enne residente nel Comasco riporta al centro dell’attenzione il tema della radicalizzazione giovanile e del coinvolgimento sempre più frequente di minorenni nelle indagini legate al terrorismo.
Un fenomeno evidenziato anche dall’ultima Relazione annuale dell’Intelligence, che sottolinea come, dalle attività investigative sul territorio nazionale, emerga una chiara tendenza all’abbassamento dell’età dei soggetti coinvolti. In particolare, viene segnalata una crescita costante della quota di minorenni sia negli ambienti accelerazionisti sia in quelli contigui all’estremismo di matrice jihadista.
I casi recenti
Le cronache degli ultimi mesi confermano questa tendenza, con un numero crescente di interventi delle forze dell’ordine che coinvolgono giovanissimi.
Il 17 luglio scorso una ragazza di 17 anni, residente in provincia di Pavia, è stata arrestata con l’accusa di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale. Secondo gli investigatori avrebbe condiviso materiale propagandistico ed espresso più volte l’intenzione di compiere un’azione violenta in nome dell’estremismo religioso.
Il 17 giugno 2026 un ragazzo di 16 anni, residente in provincia di Bologna, è stato arrestato per detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Durante una perquisizione sono stati rinvenuti documenti, simboli e contenuti riconducibili all’ideologia suprematista, oltre a materiale digitale legato a precedenti attentati terroristici.
Altri interventi delle forze dell’ordine
Il 25 maggio scorso le forze di polizia di Reggio Emilia e Bologna hanno fermato un 22enne italiano, accusato di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. Il giovane risultava già monitorato da tempo per la sua vicinanza ad ambienti estremisti.
Pochi giorni prima, il 20 maggio, a Firenze è stato arrestato un 15enne con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Secondo gli investigatori, attraverso piattaforme di messaggistica online avrebbe interagito con profili riconducibili all’estremismo radicale, manifestando interesse per azioni violente e per il reperimento di armi.
L’allarme sulla radicalizzazione online
L’insieme di questi episodi conferma un trend che preoccupa le autorità: la diffusione di contenuti estremisti attraverso il web e i social network facilita l’avvicinamento dei più giovani a contesti radicali.
La progressiva diminuzione dell’età dei soggetti coinvolti rappresenta uno degli elementi più critici emersi dalle indagini recenti, rendendo sempre più centrale il tema della prevenzione e del monitoraggio dei processi di radicalizzazione tra i minorenni.
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(con fonte AdnKronos)
