World
Onu inserisce forze sicurezza Israele e Russia nella lista nera per violenze sessuali nei conflitti
Rapporto delle Nazioni Unite denuncia abusi sistematici su detenuti e prigionieri. Dura la reazione di Israele che congela i rapporti con il segretario generale
Le Nazioni Unite hanno deciso di inserire le forze di sicurezza israeliane e russe nella lista nera relativa alle violenze sessuali nei conflitti armati. La decisione emerge da un rapporto destinato al Consiglio di Sicurezza, nel quale vengono documentati abusi nei confronti di detenuti e prigionieri.
Già nei mesi scorsi il segretario generale Antonio Guterres aveva avvertito entrambi i Paesi del rischio di inclusione, ma secondo il documento le segnalazioni di violenze non si sarebbero interrotte né nei territori palestinesi né nel contesto della guerra in Ucraina.
Il rapporto evidenzia anche le difficoltà incontrate dagli ispettori Onu, ai quali sarebbe stato negato l’accesso per verifiche dirette. Nonostante ciò, sono stati raccolti elementi considerati sufficienti per descrivere un quadro di abusi ripetuti.
Per quanto riguarda Israele, vengono segnalati episodi registrati nel tempo che coinvolgerebbero detenuti palestinesi. Le accuse includono varie forme di violenza a sfondo sessuale e trattamenti degradanti, attribuiti – secondo il documento – a membri delle forze armate e del sistema di sicurezza.
La reazione di Tel Aviv è stata immediata e molto dura. L’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha definito la decisione “inaccettabile” e politicamente motivata, annunciando la sospensione dei rapporti con l’ufficio del segretario generale fino alla fine del mandato di Guterres. Israele contesta inoltre l’assenza di casi specifici formalmente trasmessi per verifiche puntuali.
Nel caso della Russia, il rapporto si concentra su episodi avvenuti nei territori ucraini occupati e anche in strutture detentive, con particolare riferimento a prigionieri di guerra. Le testimonianze raccolte descrivono violenze di diversa natura, documentate anche attraverso attività di monitoraggio internazionale.
Secondo i dati citati nel documento, centinaia di casi sarebbero stati registrati nel contesto del conflitto, con una prevalenza di vittime di sesso maschile.
La pubblicazione del rapporto rischia ora di aggravare ulteriormente le tensioni diplomatiche, in un contesto internazionale già segnato da forti contrapposizioni.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
