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Scooter elettrici venduti come e-bike non sicure: maxi sequestro della Gdf
Sequestrati in tutta Italia 6.885 veicoli importati dalla Cina per un valore di circa 5 milioni di euro. Indagati un imprenditore palermitano e una società
La Guardia di Finanza ha sequestrato su tutto il territorio nazionale migliaia di scooter elettrici venduti come biciclette a pedalata assistita ma ritenuti non conformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativa europea. L’operazione è stata eseguita dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, in attuazione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Palmi – Ufficio GIP.
Nell’ambito dell’inchiesta risultano indagati un imprenditore palermitano e una società per la responsabilità degli enti, in relazione alle ipotesi di reato di frode in commercio e falso in atto pubblico.
L’attività investigativa ha coinvolto, oltre ai reparti della Guardia di Finanza siciliana, anche le Fiamme Gialle di Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana. I controlli hanno portato al sequestro di migliaia di veicoli presenti nei magazzini di grossisti e rivenditori al dettaglio distribuiti sul territorio nazionale.
Secondo quanto emerso dalle indagini del 1° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo, gli scooter elettrici sarebbero stati immessi sul mercato come biciclette elettriche a pedalata assistita, nonostante caratteristiche tecniche incompatibili con la normativa. I mezzi, importati dall’estero, sarebbero stati privi dei requisiti necessari per la marcatura CE e per la circolazione in sicurezza.
Le biciclette a pedalata assistita, note anche come e-bike o EPAC, devono rispettare precise caratteristiche: il motore elettrico ausiliario può avere una potenza massima di 250 Watt e l’alimentazione deve interrompersi o ridursi progressivamente quando il ciclista smette di pedalare o comunque prima del raggiungimento dei 25 km/h.
Questi veicoli sono regolati dalla Direttiva Europea 2006/42/CE, la cosiddetta “Direttiva Macchine”, che stabilisce gli obblighi relativi alla produzione, alla sicurezza e alla documentazione necessaria per l’immissione sul mercato.
Le verifiche condotte dai finanzieri palermitani, con il supporto dei colleghi del Gruppo di Gioia Tauro, avrebbero evidenziato numerose irregolarità nella documentazione presentata da un imprenditore palermitano per certificare la conformità delle e-bike importate dalla Cina.
I documenti sarebbero stati utilizzati nelle procedure di importazione dal 2023 a oggi per almeno 6.885 veicoli, consentendo, secondo gli investigatori, lo sdoganamento e l’immissione in libera pratica dei mezzi. Il valore complessivo sul mercato dei veicoli sequestrati è stimato in circa 5 milioni di euro.
Gli ulteriori accertamenti, svolti anche con la collaborazione dei ministeri competenti, delle associazioni di categoria e delle strutture specializzate della Guardia di Finanza, avrebbero fatto emergere un sistema di certificazioni ritenuto ingannevole. Nei fascicoli tecnici mancavano, tra gli altri elementi, documentazione sui disegni complessivi dei veicoli, schemi dei circuiti di comando, valutazioni dei rischi, specifiche tecniche applicate e risultati delle prove effettuate.
Sono inoltre in corso approfondimenti per verificare eventuali violazioni amministrative legate alle norme del Codice del Consumo, con particolare riferimento a possibili pratiche commerciali scorrette o ingannevoli attraverso siti internet e social network. Gli esiti saranno sottoposti alle autorità competenti con il supporto del Nucleo Speciale Antitrust e del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza.
L’operazione nasce anche dalle numerose segnalazioni ricevute da associazioni di categoria, cittadini, enti pubblici e mezzi di informazione sull’utilizzo di scooter illegali nelle strade e nelle aree pedonali di Palermo e di altre grandi città italiane.
Secondo la Guardia di Finanza, questi mezzi sarebbero stati utilizzati anche da minorenni, persone prive della patente di guida e, in alcuni casi, per attività criminali, grazie alla possibilità di circolare senza targa e senza assicurazione. La mancata copertura assicurativa rappresenterebbe inoltre un rischio per gli altri utenti della strada, poiché i veicoli coinvolti in incidenti non rientrerebbero nella tutela prevista dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
Il sequestro è attualmente in corso su tutto il territorio nazionale. I veicoli coinvolti nell’indagine non possono circolare perché ritenuti non conformi alle normative del Codice della Strada e alle disposizioni di settore.
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(con fonte AdnKronos)
