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Napoli caso trapianto Domenico, consulente famiglia: “Lesioni attese da freddo ed ECMO”
Proseguono gli accertamenti medico-legali sul bimbo di due anni e mezzo morto dopo il trapianto di cuore al Monaldi di Napoli.
L’analisi dei vetrini e dei preparati istologici relativi a Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore, ha prodotto risultati definiti attesi dal consulente della famiglia.
“Dal nostro punto di vista l’analisi è andata come ci aspettavamo. Sono state riscontrate tutte quelle lesioni che ci si attendeva di trovare dopo un trasporto effettuato con ghiaccio secco, quindi ustioni da freddo o danni da bassissima temperatura, e lesioni compatibili con i 55 giorni di Ecmo a cui Domenico è stato sottoposto. Abbiamo trovato esattamente i riscontri che ci saremmo aspettati conoscendo le due situazioni di partenza”, ha dichiarato all’Adnkronos il medico legale Luca Scognamiglio, consulente di parte della famiglia.
Il 23 dicembre scorso il bambino avrebbe dovuto ricevere un trapianto di cuore. L’organo prelevato a Bolzano, una volta arrivato a Napoli, era però risultato compromesso. Nel frattempo era già stato espiantato il cuore nativo.
Nella giornata odierna, presso l’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, è proseguito l’esame dei due cuori del bambino nell’ambito dell’incidente probatorio relativo all’indagine. L’accertamento è stato disposto dal gip del Tribunale di Bari, Mariano Sorrentino, e affidato a un collegio di periti.
La prima fase, di tipo macroscopico, si era svolta il 28 aprile scorso sempre a Bari. L’analisi odierna si è invece concentrata sulla parte microscopica, alla presenza dei consulenti delle parti.
“Il collegio dei periti nominati dal gip ha anticipato che chiederà la proroga dell’incarico per acquisire documenti già richiesti ma non ancora arrivati”, ha aggiunto Scognamiglio.
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(con fonte AdnKronos)
