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Crisi a Ceuta, desecretati i file dell’intelligence: l’ombra dei social dietro l’assalto di massa
Pubblicati i report riservati di luglio 2026: il CNI aveva intercettato le chat degli organizzatori 24 ore prima dell’attacco. Coinvolti gruppi con 180 mila follower
I segreti dietro la drammatica crisi migratoria che ha travolto l’enclave spagnola di Ceuta, in Nord Africa, sono finalmente di pubblico dominio. In adempimento all’impegno assunto davanti al Congresso dei Deputati lo scorso 3 settembre, il Governo spagnolo ha desecretato e pubblicato online un archivio di 40 documenti riservati. All’interno del database figurano report, mappe, allerte urgenti e persino le trascrizioni delle chat di WhatsApp dei servizi segreti.
A rivelarlo è la documentazione ufficiale pubblicata direttamente sul portale istituzionale del governo spagnolo, La Moncloa, che raccoglie report, mappe, allerte urgenti e persino le trascrizioni delle chat di WhatsApp dei servizi segreti. I documenti – emessi tra il 1° e il 31 luglio 2026 da Polizia Nazionale, Guardia Civil, Centro Nazionale di Intelligence (CNI) e Intelligence Militare (CIFAS) – permettono di ricostruire con precisione cronologica la sequenza di informazioni di cui disponevano le istituzioni prima e durante l’ondata di ingressi di massa.
La cronaca dei report: i segnali ignorati
Dall’analisi dei faldoni emerge come l’area di Ceuta fosse sotto una pressione costante fin dall’inizio di luglio, monitorata attraverso infografiche quotidiane sui migranti che tentavano l’ingresso “a nuoto” o scavalcando le barriere di contenimento.
La vera escalation si è registrata negli ultimi giorni del mese. Il 27 luglio, il CNI ha trasmesso una nota informativa urgente alle autorità nazionali e locali. Il 29 luglio, la situazione è diventata così critica da spingere l’intelligence spagnola a inviare un report d’urgenza direttamente ai servizi segreti del Marocco (DGST e DGED), nel tentativo di frenare i flussi in partenza.
Le chat di WhatsApp: l’allarme 24 ore prima dell’assalto
Il dettaglio più clamoroso emerso dalla desecretazione riguarda le intercettazioni dirette tra gli agenti del CNI distaccati a Ceuta e il Gabinetto della Delegazione del Governo. Attraverso la messaggistica istantanea è possibile leggere in tempo reale come i servizi segreti avessero previsto l’assalto con un giorno di anticipo.
Il momento di svolta avviene mercoledì 29 luglio. Alle ore 13:52, il CNI invia uno screenshot proveniente da una pagina social di Castillejos (Fnideq), la cittadina marocchina al confine con l’enclave spagnola. Il messaggio degli agenti è inequivocabile: «Sui social network c’è un appello per un assalto alla recinzione e via mare per domani alle 20:00».
L’intelligence aveva compreso la capillarità dell’organizzazione: i trafficanti stavano pianificando l’attacco in concomitanza con la “Festa del Trono” in Marocco, sapendo che le forze di sicurezza locali sarebbero state impegnate nelle celebrazioni. «Ci sono due gruppi diversi con un totale di 180.000 follower, per farti un’idea della portata della diffusione», avvisava il CNI. Nonostante l’allarme e una successiva telefonata di chiarimento di 11 minuti tra i funzionari, il giorno successivo la barriera è stata presa d’assalto.
Il giorno del crollo e le misure d’emergenza
Il 30 luglio la crisi è esplosa in tutta la sua gravità. I documenti del CIFAS (l’intelligence delle Forze Armate) confermano l’invio di messaggi militari classificati per gestire l’emergenza nelle isole e nelle piazze di sovranità spagnola. Il Centro Nazionale per l’Immigrazione (CENIF) ha emesso allerte a tappeto per “arrivo massiccio di irregolari”, estese non solo a Ceuta e Melilla, ma anche ai porti di Algeciras, Tarifa e, successivamente, alla Jefatura di Polizia delle Isole Canarie.
La pubblicazione di questi atti, seppur parzialmente censurati per non compromettere la sicurezza nazionale e i dati personali degli agenti, apre un forte dibattito in Spagna sulla gestione della sicurezza dei confini esterni dell’Unione Europea e sulla potenza di fuoco dei social network nell’orchestrare movimenti migratori di massa a ridosso delle frontiere.
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