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Lucca, Tribunale ordina a compagna imprenditore morto di restituire 60mila euro a eredi
Sei assegni emessi senza rispettare le formalità previste dalla legge sono stati annullati dal giudice, che ha disposto anche il pagamento delle spese legali
Dopo la morte di un imprenditore edile della Piana di Lucca, i suoi figli hanno scoperto che gran parte del patrimonio, tra soldi e immobili, era stato trasferito alla compagna del padre, considerata la sua amante, senza rispettare le formalità previste dalla legge.
La vicenda è approdata in Tribunale a Lucca, dove il giudice Antonio Mondini ha accolto parzialmente la richiesta degli eredi, condannando la donna a restituire 60mila euro a uno dei fratelli. Contestualmente, la donna dovrà pagare 14mila euro per le spese legali. La notizia è stata riportata oggi dal quotidiano Il Tirreno.
Il contenzioso riguarda sei assegni da 10mila euro ciascuno emessi dal padre in favore della compagna il 22 aprile 2007. Secondo gli avvocati degli eredi, Alessandro Fagni e Lorenzo Baronti, la donazione non era formalizzata secondo l’articolo 782 del codice civile, che richiede la presenza di un notaio e di due testimoni per le donazioni dirette. Il Tribunale ha stabilito che questa mancanza di forma legale rendeva il trasferimento annullabile.
Per i restanti 120mila euro contestati, relativi a somme erogate prima del 2007, la richiesta di restituzione è stata respinta per assenza di documentazione contabile. In aula, la donna ha ammesso di aver riscosso i sei assegni, dichiarando di averli spesi, mentre ha negato qualsiasi responsabilità sui 120mila euro precedenti.
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(con fonte AdnKronos)
