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Cassazione: motivazioni domiciliari Chiara Petrolini, “Mistificatrice, ma isolata da contatti che le permisero i reati”
Nelle motivazioni della sentenza, i supremi giudici confermano la misura cautelare per la 29enne accusata di omicidio e soppressione di cadavere dei suoi due neonati a Vignale di Traversetolo
La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato lo scorso 25 febbraio gli arresti domiciliari per Chiara Petrolini, accusata di omicidio e soppressione di cadavere per la morte di due neonati partoriti e poi seppelliti nella villetta di famiglia a Vignale di Traversetolo, all’insaputa di fidanzato e familiari. Nelle motivazioni della sentenza, depositate in queste ore, i giudici evidenziano la “elevatissima capacità mistificatoria e una non comune determinazione criminale” della giovane, sottolineando come i fatti si siano svolti in “condizioni non più presenti né ripetibili”.
I supremi giudici hanno annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Bologna, che su richiesta della procura aveva disposto la custodia in carcere, ritenendo che la misura degli arresti domiciliari sia comunque idonea a prevenire il rischio di reiterazione.
“Chiara Petrolini – scrivono nelle motivazioni – ha potuto commettere i gravissimi reati che le sono ascritti in quanto capace di instaurare e coltivare una ricca ed articolata vita di relazione e affettiva che in regime di arresti domiciliari le sarebbe inibita”. La detenzione presso l’abitazione, infatti, non le permette di allontanarsi né di ricevere liberamente persone, azzerando così le condizioni che in passato avevano favorito la commissione dei delitti.
Sarà ora il Tribunale del Riesame a dover riesaminare la vicenda, seguendo le indicazioni della Cassazione.
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(con fonte AdnKronos)
