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Ucraina, Tusk avverte: «Putin potrebbe intensificare la guerra in inverno»
Mentre proseguono gli attacchi russi e i raid ucraini contro obiettivi energetici in territorio russo, il premier polacco invita alla cautela sui negoziati di Abu Dhabi. Varsavia prepara un’esercitazione della Coalizione dei Volenterosi, ma conferma che non invierà soldati in Ucraina
La Russia potrebbe sfruttare i mesi invernali per intensificare la guerra in Ucraina anziché cercare un accordo. È l’avvertimento del primo ministro polacco Donald Tusk, che alla vigilia dei negoziati di pace previsti ad Abu Dhabi invita a non sottovalutare le intenzioni di Vladimir Putin. «Bisogna essere realisti. Dobbiamo essere molto cauti riguardo alle reali intenzioni della Russia», ha dichiarato in un’intervista a La Stampa.
Per il leader polacco, il calendario potrebbe giocare a favore del Cremlino: con l’arrivo del freddo, Putin potrebbe avere meno incentivi a raggiungere un’intesa e maggiori ragioni per proseguire l’offensiva. Da qui la preoccupazione di Varsavia per un eventuale negoziato che finisca per mettere in secondo piano gli interessi dei Paesi più esposti alla minaccia russa. «L’ultima cosa che vogliamo è che l’Europa occidentale tratti con la Russia sulla pelle degli europei dell’Est», ha avvertito Tusk.
Il premier contesta anche il formato E3, che non include la Polonia nei colloqui. Varsavia, ha spiegato, è già coinvolta negli altri canali diplomatici e politici, dall’Unione europea alla Coalizione dei Volenterosi, e rivendica una posizione precisa sul futuro della sicurezza ucraina. «Abbiamo molti formati. Abbiamo una posizione chiara. Io sono pienamente coinvolto in questi processi», ha affermato.
La Polonia prepara l’esercitazione per le garanzie di sicurezza
La prudenza sui negoziati non impedisce alla Polonia di prepararsi a ciò che potrebbe accadere dopo un eventuale accordo. Dalla prossima settimana il Paese ospiterà una grande esercitazione della Coalizione dei Volenterosi, pensata per preparare un possibile dispiegamento in Ucraina nel caso in cui venga raggiunta la pace.
Tusk ha precisato che l’iniziativa non va interpretata come un segnale di un cessate il fuoco imminente. L’obiettivo è preparare concretamente le eventuali garanzie di sicurezza per Kiev. La Polonia avrà un ruolo importante sul piano logistico, ma non manderà propri militari oltre il confine ucraino. «Non invieremo truppe in Ucraina», ha ribadito il primo ministro.
La preparazione riguarda anche i rischi per il territorio polacco. Varsavia teme possibili sabotaggi, incursioni e attacchi con droni armati. Tusk sostiene che il Paese sia sufficientemente attrezzato per affrontare alcune forme di provocazione, ma considera particolarmente pericoloso un eventuale impiego massiccio di droni russi contro la Polonia. Per questo, ha spiegato, il governo sta rafforzando i sistemi di difesa dedicati.
La minaccia, secondo il premier, non si limita agli attacchi convenzionali. Le operazioni di guerra ibrida, gli attacchi informatici e le provocazioni in prossimità di Kaliningrad possono sovrapporsi, rendendo difficile distinguere le diverse forme di pressione esercitate da Mosca. «È molto difficile distinguere tra guerra ibrida, guerra cibernetica e queste provocazioni vicino a Kaliningrad. Possiamo vedere tutte queste cose accadere contemporaneamente», ha osservato.
Gli attacchi proseguono sul fronte ucraino e in Russia
Le preoccupazioni di Varsavia si inseriscono in una fase in cui il conflitto continua a colpire infrastrutture e obiettivi militari da entrambe le parti. Il ministero della Difesa russo, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa russe, ha annunciato che le proprie forze hanno attaccato una centrale elettrica nei pressi di Sumy, nell’Ucraina orientale, e una brigata militare nella regione di Zaporizhzhia, nel sud-est del Paese. Per quest’ultimo attacco sarebbe stata impiegata una bomba aerea FAB-3000.
Nella notte, intanto, droni ucraini hanno colpito una raffineria nel sud della Russia, provocando incendi ed esplosioni. Secondo il canale ucraino Exilenova Plus, un incendio è divampato nell’impianto Afipsky, nel Territorio di Krasnodar. Una seconda ondata di attacchi avrebbe raggiunto il sito nelle prime ore del mattino, mentre altre esplosioni sono state segnalate nei pressi della città di Krasnodar e nella vicina Repubblica di Adighezia.
Il susseguirsi degli attacchi conferma quanto resti distante una tregua sul terreno, proprio mentre si prepara un nuovo tentativo diplomatico. Per Tusk, la priorità è evitare che la ricerca di un’intesa produca garanzie insufficienti per l’Ucraina e lasci i Paesi dell’Europa orientale esposti a nuove pressioni russe.
(con fonte AdnKronos)

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