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Putin apre a un accordo sull’Ucraina: “La possibilità c’è”. Ma sarà vero?
Il presidente russo ringrazia Stati Uniti e Cina per il sostegno a una soluzione pacifica, ma avverte che gli attacchi contro navi e aerei ostacolano i negoziati
Esiste una possibilità di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina. A dirlo è Vladimir Putin, intervenuto al Forum economico d’Oriente di Vladivostok, dove il presidente russo ha parlato dei contatti in corso con Kiev e Washington e del possibile ruolo di altri Paesi, tra cui Stati Uniti e Cina, nel sostenere una soluzione pacifica.
Secondo Putin, la decisione finale dovrà comunque spettare direttamente alle due parti coinvolte nel conflitto. “In definitiva, il problema deve essere risolto dai Paesi coinvolti nel conflitto: Russia e Ucraina”, ha affermato il leader del Cremlino, aggiungendo di considerare questo “l’approccio corretto”. Quanto alla possibilità di arrivare a un’intesa, la risposta di Putin è stata netta: “A mio parere, sì”.
Il presidente russo ha quindi confermato che i contatti con l’Ucraina proseguono e ha parlato anche del canale aperto con gli uomini dell’amministrazione americana incaricati dal presidente Donald Trump di mantenere il dialogo con Mosca. Secondo Putin, questo confronto “sta funzionando”.
Il leader russo ha inoltre espresso un giudizio positivo sull’atteggiamento di Trump, affermando che, per quanto può capire, il presidente americano sarebbe orientato verso un lavoro “positivo e costruttivo”. Nelle scorse settimane era stata ipotizzata una visita a Mosca dell’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e del genero di Trump, Jared Kushner.
Ma l’apertura sul possibile accordo è stata accompagnata da nuove accuse nei confronti di Kiev. Putin ha definito “terrorismo di Stato” le minacce di attacchi contro gli aerei civili e ha sostenuto che episodi di questo tipo rendano più difficile la prospettiva di colloqui bilaterali per la pace.
Il presidente russo ha inserito nella stessa accusa anche gli attacchi contro le navi mercantili, sostenendo che tanto le minacce agli aerei quanto quelle alle imbarcazioni ostacolerebbero i negoziati. Putin ha inoltre rivolto un’accusa agli alleati occidentali dell’Ucraina, affermando che chi non condanna questi episodi finirebbe per diventare, a suo giudizio, complice del terrorismo internazionale.
Le dichiarazioni arrivano dopo l’avvertimento lanciato martedì sera dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky alle compagnie aeree e alle assicurazioni. Zelensky aveva sostenuto che lo spazio aereo russo “non è più sicuro” e annunciato un aumento della presenza di droni lanciati da Kiev nello spazio aereo della Russia.
Sul fronte militare, Putin ha poi assicurato che la Russia non avrebbe problemi nel reperire uomini per il conflitto. Secondo il presidente russo, invece, le perdite ucraine starebbero aumentando ogni mese.
Putin ha sostenuto che le perdite di Kiev sarebbero molto superiori al numero di persone che entrano nelle forze armate attraverso la mobilitazione forzata e a quello dei militari che rientrano dagli ospedali. Il saldo, secondo la sua dichiarazione, sarebbe negativo di 8.000-12.000 effettivi al mese. Il presidente russo ha inoltre ribadito che i cittadini russi parteciperebbero volontariamente a quella che Mosca definisce “operazione militare speciale”, mentre in Ucraina, a suo dire, le persone verrebbero mandate al fronte con la forza.
A margine del Forum di Vladivostok, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha invece ribadito la linea di Mosca sulle sanzioni europee. La Russia, ha detto, non intende chiedere all’Europa la revoca delle misure restrittive né inseguire un ritorno alla precedente cooperazione.
Lavrov ha sostenuto che Mosca non abbia mai costruito muri né scelto di isolarsi dall’Europa e ha attribuito all’Unione Europea la decisione di interrompere la cooperazione sviluppata negli anni precedenti. “Questo non accadrà”, ha affermato riferendosi all’ipotesi che la Russia possa implorare la revoca delle sanzioni.
Il ministro ha quindi rivendicato l’“orgoglio nazionale” russo e sostenuto che Mosca disponga di sufficienti amici e partner disposti a cooperare.
Intanto, sul territorio russo, la situazione legata al traffico aereo resta complessa. Per la seconda notte consecutiva, i voli in arrivo e in partenza dagli aeroporti moscoviti di Vnukovo e Sheremetyevo sono stati limitati dopo l’allarme per una nuova campagna ucraina finalizzata a “chiudere” lo spazio aereo russo.
L’agenzia federale russa per il trasporto aereo, Rosaviatsia, ha comunicato l’introduzione di restrizioni temporanee agli arrivi e alle partenze. La maggior parte delle compagnie aeree occidentali ha interrotto i collegamenti con la Russia dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina.
Tra le eccezioni viene indicata Pegasus Airlines. La compagnia turca aveva cancellato i voli per la Russia previsti nella notte per motivi tecnici e operativi, annunciando poi la ripresa regolare dei collegamenti dal 2 settembre.
Mentre Putin parla di una possibile soluzione negoziata, però, gli attacchi russi continuano in Ucraina. Nelle ultime 24 ore i raid hanno provocato 5 morti e almeno 66 feriti, secondo quanto riportato nel bilancio diffuso dalle autorità ucraine.
I droni russi hanno raggiunto anche le regioni occidentali del Paese, comprese le oblast di Khmelnytsky e Vinnytsia. Zelensky ha riferito di danni in 13 oblast durante la notte, mentre gli allarmi antiaerei sono rimasti attivi a lungo in numerose città e comunità per la minaccia rappresentata dai droni a reazione.
Il presidente ucraino ha accusato Mosca di aver trovato un nuovo modo per intensificare le ostilità e ha chiesto una risposta più incisiva, insieme a una produzione europea più rapida di sistemi di difesa, soprattutto antiaerea, antimissile e antidrone.
L’apertura di Putin sulla possibilità di un accordo arriva dunque mentre il conflitto continua sul terreno e mentre Mosca e Kiev si accusano reciprocamente di azioni che, secondo le rispettive versioni, renderebbero più difficile arrivare a un negoziato.
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(con fonte AdnKronos)
