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Lorena Isceri, l’inchiesta entra nel punto decisivo: oggi le autopsie
La Procura di Firenze vuole accertare tempi e cause della morte della 45enne. Sul corpo dell’ex compagno previsti anche gli esami tossicologici
Ci sono ancora passaggi da chiarire prima di poter ricostruire con precisione la morte di Lorena Isceri. Uno dei più importanti riguarda il momento in cui la 45enne ha perso la vita: gli investigatori vogliono stabilire se il decesso sia avvenuto prima della caduta dal viadotto dell’A1 a Barberino di Mugello oppure in seguito all’impatto.
Per questo oggi la Procura di Firenze ha disposto gli accertamenti medico-legali sui corpi di Lorena e dell’ex compagno Federico Vella, 36 anni. Sul corpo della donna saranno cercati soprattutto eventuali segni di violenza precedenti alla caduta. Quegli elementi, insieme agli altri esami, potrebbero contribuire a fissare la sequenza degli avvenimenti.
Anche il corpo di Vella sarà sottoposto ad accertamenti, compresi quelli tossicologici, per verificare l’eventuale presenza di sostanze e ricostruire le sue condizioni nelle ore precedenti alla morte.
L’indagine è coordinata dal pm Antonio Natale e affidata alla Squadra mobile di Firenze.
Gli investigatori tornano sui giorni precedenti
Mentre gli specialisti si concentrano sui corpi, gli uomini della Mobile stanno ricostruendo i movimenti di Vella prima del delitto.
L’ex compagno di Lorena sarebbe stato visto in più occasioni nei pressi della casa della donna, in via Panciatichi, pur vivendo in un’altra parte della città. È uno degli elementi che gli investigatori stanno mettendo in relazione con la possibile preparazione dell’aggressione.
Secondo la ricostruzione investigativa, Vella avrebbe organizzato il modo per raggiungere Lorena nel parcheggio del condominio e poi allontanarsi con la propria automobile.
A insospettire gli investigatori sono anche alcuni materiali sequestrati. Tra questi ci sono nastro adesivo sulla fotocellula del cancello, fascette, un martello, forbici e un telo trovati nell’auto. È stato inoltre acquisito uno scontrino relativo a un acquisto effettuato la mattina del delitto.
Il compito degli accertamenti è ora capire se quegli oggetti abbiano avuto un ruolo nella preparazione dell’agguato.
Dal parcheggio all’autostrada
La ricostruzione preliminare colloca l’inizio dell’aggressione nel parcheggio del condominio.
Lorena sarebbe stata sorpresa, immobilizzata e quindi caricata nel bagagliaio dell’auto di Vella. L’uomo avrebbe poi imboccato l’autostrada dirigendosi verso Barberino di Mugello.
È in questa fase che il lavoro dei medici legali diventa particolarmente importante. Stabilire quali lesioni siano state provocate prima della caduta e quali invece siano conseguenza dell’impatto può aiutare a ricostruire l’esatta successione degli eventi.
Le comunicazioni dopo la fine della relazione
Nel frattempo vengono analizzati anche i rapporti tra i due dopo la fine della loro relazione.
Gli investigatori stanno esaminando le comunicazioni intercorse tra Vella e Lorena e quelle che l’uomo avrebbe inviato ai familiari della 45enne. L’obiettivo è capire come fosse cambiato il rapporto nelle settimane precedenti e se vi fossero stati comportamenti sempre più insistenti o persecutori.
La famiglia di Lorena ha raccontato che la donna aveva deciso di interrompere i contatti dopo un progressivo peggioramento della situazione.
Tra gli elementi riferiti ai magistrati ci sono anche episodi di violenza. Il padre della vittima, Franco Isceri, ha raccontato di maltrattamenti e di una minaccia con un coltello durante una discussione.
Secondo i familiari, Lorena aveva cercato di aiutare l’ex compagno nonostante le difficoltà, ma alla fine aveva scelto di allontanarsi.
Firenze si ferma per Lorena
Ieri sera la risposta della città è arrivata con un presidio in via Panciatichi al quale hanno partecipato oltre mille persone.
L’iniziativa è stata promossa dalla sindaca Sara Funaro. In strada sono comparsi fiori, candele e messaggi per Lorena, mentre dai balconi del palazzo sono stati calati drappi rossi.
Presenti anche la sindaca di Bergamo Elena Carnevali e quella di Perugia Vittoria Ferdinandi, oltre a rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni impegnate contro la violenza sulle donne.
Alla manifestazione hanno partecipato anche i familiari di Michela Noli, uccisa a Firenze nel 2016 dall’ex marito.
La madre di Lorena ha raggiunto la folla e si è fermata per alcuni minuti davanti ai partecipanti. Ha salutato Funaro e ringraziato le persone presenti prima di rientrare in casa, accompagnata da un lungo applauso.
Funaro ha richiamato la necessità di contrastare ogni forma di «normalizzazione» della violenza contro le donne, insistendo sull’importanza della prevenzione e dell’educazione al rispetto.
Il paese d’origine prepara il ricordo
Il cordoglio non riguarda soltanto Firenze. Anche Squinzano, nel Salento, dove Lorena era nata, si prepara a ricordarla. Il sindaco Mario Pede ha annunciato una fiaccolata e iniziative nelle scuole sul rispetto delle donne e sulla prevenzione della violenza.
I funerali saranno celebrati nel comune salentino una volta terminati gli accertamenti medico-legali.
Ora la parola ai medici legali
Il primo passaggio atteso è dunque quello delle autopsie. Gli esami dovranno chiarire quando è morta Lorena, quali lesioni aveva riportato prima della caduta e quale successione abbiano avuto i fatti.
Sul fronte investigativo continuano invece gli accertamenti sui movimenti di Vella, sugli oggetti sequestrati e sulle comunicazioni tra i due ex compagni.
Il quadro che emergerà da questi elementi sarà decisivo per ricostruire ciò che accadde prima della caduta dal viadotto e definire con maggiore precisione la dinamica del femminicidio.
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(con fonte AdnKronos)
