News
Carburanti, firmato il decreto: taglio diesel prorogato al 10 settembre
Confermata la riduzione di 17 centesimi al litro sulle accise. In sei mesi lo Stato ha speso oltre 2 miliardi. Poi si va verso aiuti più mirati
È stato firmato, a quanto si apprende, il decreto interministeriale che proroga fino al 10 settembre il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise del diesel. La nuova estensione porta a oltre 2 miliardi di euro la spesa complessiva sostenuta dallo Stato nell’arco di sei mesi per contenere l’impatto del caro carburanti.
La misura era stata introdotta dopo l’impennata dei prezzi legata, a partire da marzo, al conflitto tra Stati Uniti e Iran e alla conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz. Da allora il governo ha varato diversi interventi, prorogandoli nel tempo e modificandone la portata.
Quella appena firmata potrebbe però essere l’ultima proroga del taglio generalizzato. Per gli interventi successivi, l’esecutivo sta infatti valutando un cambio di impostazione, con risorse destinate in maniera più selettiva ai redditi più bassi e ad alcune categorie professionali.
Le risorse utilizzate per l’accisa mobile arrivano dall’extragettito Iva, ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a margine del suo intervento al Forum Ambrosetti.
I ministeri stanno ultimando la formulazione delle nuove misure, con l’obiettivo di arrivare a una sintesi in un prossimo Consiglio dei ministri. La definizione degli interventi dipenderà anche dall’evoluzione della situazione internazionale.
«Decideremo anche a fronte di quello che accadrà. Il paradigma dell’epoca in cui viviamo è l’imprevedibilità», ha detto Urso, indicando come priorità il sostegno «soprattutto alle imprese, a chi lavora e ai ceti meno abbienti» per contenere l’effetto dei rincari.
Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui «la questione di Hormuz è fondamentale». Dopo la proroga, ha spiegato, il governo dovrebbe intervenire «con misure mirate» a favore delle fasce maggiormente esposte, dagli autotrasportatori alle famiglie più fragili.
Il problema, ha ribadito Tajani, ha una dimensione internazionale ed è legato alla guerra in Iran. Il governo, ha assicurato, «vigila, interviene e interverrà», anche attraverso il coinvolgimento delle compagnie petrolifere, puntando sul «confronto e il dialogo».
Tra le ipotesi allo studio ci sono aiuti specifici per il settore dell’autotrasporto e un possibile bonus per i lavoratori dipendenti, da erogare attraverso le aziende utilizzando i fringe benefit. Il modello sarebbe quello dell’intervento adottato nel 2022 dal governo Draghi, quando alle imprese private era stata data la possibilità di assegnare ai dipendenti buoni carburante esclusi dalla formazione del reddito imponibile.
La differenza rispetto a quella misura sarebbe soprattutto nella platea dei beneficiari: le nuove risorse verrebbero concentrate sui nuclei familiari e sui lavoratori economicamente più esposti.
La Lega, tuttavia, chiede un intervento più ampio. Il Carroccio vuole che le misure non riguardino soltanto i lavoratori dipendenti, ma anche le partite Iva, e chiede soprattutto di rivedere il meccanismo di accesso agli aiuti, oggi legato esclusivamente all’Isee.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
