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Omicidio Bongiorni, chiusa indagine sui 3 minorenni: uno solo accusato di omicidio
La Procura dei minorenni di Genova distingue le posizioni dei tre ragazzi coinvolti nella rissa di Massa. Per due resta l’accusa di rissa e lesioni, mentre il terzo risponde dell’omicidio in concorso con il maggiorenne Eduard Alin Carutasu
La Procura dei minorenni di Genova ha concluso l’indagine sull’omicidio Bongiorni, il 47enne di Massa morto dopo la violenta rissa scoppiata nella notte dell’11 aprile in piazza Palma, nel centro storico della città. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari, datato 3 agosto, riguarda tre ragazzi che al momento dei fatti erano minorenni e permette di definire con maggiore precisione le rispettive posizioni.
La novità principale riguarda proprio l’accusa più grave. L’omicidio volontario non viene contestato a tutti e tre i minorenni: resta formalmente a carico di uno soltanto, il giovane ex pugile che si trova in carcere. Secondo la Procura dei minorenni, il ragazzo avrebbe causato la morte di Bongiorni insieme al maggiorenne Eduard Alin Carutasu, per il quale procede invece la Procura ordinaria di Massa.
Gli altri due minorenni, difesi dall’avvocato Alessandro Maneschi, non devono più rispondere dell’ipotesi di omicidio. Nei loro confronti rimangono le accuse di partecipazione alla rissa e lesioni ai danni di Gabriele Tognocchi, cognato della vittima. La notizia è riportata da Il Tirreno.
La ricostruzione dell’aggressione
Nell’avviso di conclusione delle indagini la Procura dei minorenni ricostruisce anche le fasi dell’aggressione contestata al 17enne accusato dell’omicidio.
Dopo una discussione con Bongiorni, il ragazzo avrebbe sferrato un primo pugno alla mandibola del 47enne, facendolo cadere a terra dopo avergli provocato la perdita di coscienza. Sempre secondo l’accusa, avrebbe quindi colpito nuovamente Bongiorni con altri due pugni al volto mentre la vittima era già a terra.
A quel punto sarebbe intervenuto anche Eduard Alin Carutasu, che avrebbe colpito Bongiorni con un violento calcio al volto.
Per la Procura, la sequenza dei colpi avrebbe provocato il trauma che portò alla morte del 47enne. L’esito fatale viene ricondotto a un collasso cardio-respiratorio conseguente a una massiva emorragia subaracnoidea secondaria a un politrauma cranio-facciale.
La contestazione configura quindi, per il minorenne e per Carutasu, una responsabilità in concorso nell’evento mortale. Si tratta, va precisato, dell’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura e non di una responsabilità già accertata con sentenza.
Per tutti e tre resta l’accusa di rissa
L’accusa di rissa rimane invece per tutti e tre i minorenni. Secondo la Procura, i ragazzi avrebbero partecipato alla colluttazione insieme ai due maggiorenni, affrontando Bongiorni e Tognocchi.
Proprio quest’ultimo sarebbe rimasto ferito durante la rissa. La Procura contesta ai tre minorenni, insieme ai maggiorenni, di averlo colpito con calci e pugni. Tognocchi avrebbe riportato una frattura del piatto tibiale destro e un trauma cranico con una minima emorragia subaracnoidea, con una prognosi di 30 giorni.
Per i reati contestati viene inoltre indicata l’aggravante prevista dall’articolo 61, numero 11-quinquies, del codice penale, relativa alla commissione del fatto in presenza di minori. Secondo la contestazione, durante la rissa erano presenti il figlio della vittima e un altro ragazzo minorenne.
Cosa cambia per i tre ragazzi
La conclusione dell’inchiesta consente quindi di distinguere con chiarezza le tre posizioni.
Un solo minorenne è accusato dell’omicidio volontario di Bongiorni in concorso con Carutasu. Gli altri due rispondono invece di rissa e lesioni. Per tutti e tre rimane dunque l’accusa di aver preso parte alla violenta colluttazione dell’11 aprile.
L’avviso di conclusione delle indagini non rappresenta una condanna e non stabilisce responsabilità definitive. I tre indagati dispongono ora di 20 giorni per esercitare le facoltà previste dalla legge, tra cui presentare memorie e documenti, chiedere ulteriori atti di indagine oppure rendere dichiarazioni o chiedere di essere interrogati.
Al termine di questa fase, la Procura dei minorenni dovrà decidere come procedere nei confronti dei tre ragazzi.
L’indagine sui maggiorenni
La chiusura dell’inchiesta della Procura dei minorenni di Genova segue quella condotta dalla Procura di Massa per i maggiorenni coinvolti nella vicenda.
Per Eduard Alin Carutasu e Jonut Alexandru Miron, la Procura ordinaria ha già chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è fissata per il 24 settembre.
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(con fonte AdnKronos)
