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Volo Flydubai 1073, Israele era pronto ad abbattere l’aereo: «Protocollo 11 settembre»
Fonti israeliane a Cbs News: i caccia erano decollati dopo l’aggressione del copilota omanita al comandante. Trump: «Penso che l’Iran sia responsabile»
Israele era pronto ad abbattere il Flydubai 1073 con tutti i passeggeri a bordo se l’aereo fosse rimasto sulla rotta verso il territorio israeliano. Lo hanno riferito a Cbs News alcune fonti israeliane, spiegando che l’aeronautica aveva fatto decollare i propri caccia dopo che il copilota omanita aveva aggredito il comandante e che dalla cabina non arrivavano risposte ai tentativi di contatto.
La decisione era inserita in un protocollo predisposto per fronteggiare un eventuale scenario simile agli attentati dell’11 settembre. Tutto è iniziato dopo che l’aereo ha effettuato una brusca picchiata. L’aeronautica israeliana avrebbe tentato di stabilire un contatto con la cabina di pilotaggio, senza ricevere risposta. A quel punto i caccia sono decollati e Israele ha chiuso il proprio spazio aereo.
Gli aerei da combattimento sono stati però richiamati quando è apparso chiaro che il volo stava dirigendosi verso l’Arabia Saudita per effettuare un atterraggio di emergenza.
I caccia pronti a entrare nello spazio aereo giordano
Sempre secondo le fonti citate dala rete televisiva statunitense, se il Flydubai 1073 si fosse avvicinato ulteriormente a Israele, l’aeronautica avrebbe inviato i propri caccia nello spazio aereo della Giordania.
L’obiettivo sarebbe stato arrivare il più vicino possibile all’aereo per tentare un contatto visivo con la cabina di pilotaggio e capire cosa stesse accadendo. I piloti avrebbero poi cercato di osservare anche la cabina passeggeri, verificando se a bordo ci fossero segnali di panico.
Una volta completata questa valutazione, l’aeronautica avrebbe trasmesso le proprie informazioni all’unità di controllo. In caso di dirottamento e di mancata risposta da parte dei presunti terroristi, secondo la ricostruzione delle fonti, l’unità avrebbe quindi informato il ministro della Difesa e il primo ministro.
L’ultima parola sarebbe spettata al premier
La scelta di abbattere l’aereo sarebbe spettata infine al primo ministro israeliano. Secondo le fonti citate da Cbs News, l’abbattimento sarebbe stato considerato preferibile rispetto alla possibilità che il velivolo venisse fatto schiantare contro l’aeroporto Ben Gurion, il Centro Azrieli di Tel Aviv o un altro «obiettivo di alto valore».
Nel frattempo, sul possibile coinvolgimento dell’Iran è intervenuto Donald Trump. A chi gli chiedeva se ritenesse Teheran responsabile dell’attacco, il presidente americano ha risposto: «Sì personalmente lo penso». Trump non ha fornito ulteriori spiegazioni sulle ragioni che lo hanno portato a questa conclusione.
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(con fonte AdnKronos)

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