In Evidenza
Iran, il Pentagono prepara nuovi attacchi: Trump non ha ancora deciso
Axios: nessuna data fissata per i nuovi attacchi, ma potrebbero arrivare prima delle elezioni Usa e israeliane. Petrolio oltre i 100 dollari
Il Pentagono ha ordinato al Comando centrale degli Stati Uniti di completare i preparativi per la ripresa delle principali operazioni di combattimento in Iran. La direttiva sarebbe stata impartita alcuni giorni fa e, secondo quanto riferisce Axios citando funzionari americani, non indica una data precisa per l’eventuale avvio degli attacchi. Il presidente Donald Trump, inoltre, non avrebbe ancora assunto una decisione definitiva.
Il quadro resta quindi aperto sui tempi, ma non sulla preparazione militare. Secondo fonti statunitensi e israeliane citate da Axios, una nuova fase dei combattimenti potrebbe comunque arrivare prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e, forse, anche prima delle elezioni israeliane, previste una settimana prima.
Trump, intanto, continua a sostenere pubblicamente che la guerra sia vicina alla conclusione. Ieri, incontrando la stampa nello Studio Ovale, il presidente ha detto che il conflitto in Iran finirà «molto presto» e che, con la fine della guerra, i prezzi del petrolio «cadranno a picco».
«Non appena avremo concluso la guerra, il che avverrà molto presto, sarà davvero molto presto», ha dichiarato Trump. Il presidente ha aggiunto che «in un modo o nell’altro, ne usciremo», prevedendo anche un forte calo del prezzo del greggio: «Scenderà a livelli che, credo, saranno forse persino inferiori a quelli precedenti l’inizio della guerra».
Mentre Washington continua a parlare di una possibile conclusione rapida del conflitto, nel Golfo cresce però la tensione sul fronte marittimo.
Una petroliera in navigazione al largo della costa settentrionale del Qatar è stata infatti attaccata e ci sarebbe un numero imprecisato di vittime. A riferirlo è stata l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto.
L’attacco è avvenuto mentre l’Iran annunciava la chiusura di una rotta nello Stretto di Hormuz utilizzata per aggirare il blocco navale imposto da Teheran.
La nave si trovava nel Golfo, a circa 500 chilometri a ovest dello Stretto di Hormuz, quando ha segnalato di essere stata colpita «da diversi proiettili». Lo ha riferito l’Autorità britannica per le operazioni marittime, la UK Maritime Trade Operations. L’autorità non ha fornito informazioni sulla provenienza della petroliera.
L’episodio si inserisce in una fase di forte pressione sul traffico marittimo. Secondo le società specializzate nella sicurezza della navigazione, gli attacchi alle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz hanno raggiunto il livello settimanale più alto dall’inizio della guerra con l’Iran.
Sul mercato, intanto, il riflesso della nuova escalation è immediato: il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile.
Immagine di Trump creata con AI-Grok
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
