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Francia, allarme saccheggi per Halloween: 70mila tra polizia e gendarmi
Il ministro dell’Interno Nuñez segnala appelli alla violenza e all’insurrezione. Darmanin chiede ai magistrati una risposta giudiziaria rapida e severa
La Francia si prepara a una nuova giornata di tensione, con il timore che le proteste previste per oggi, sabato 31 ottobre, possano degenerare in episodi di violenza urbana paragonabili a quelli del 17 ottobre, quando migliaia di attività commerciali furono danneggiate o saccheggiate. Le autorità considerano la mobilitazione ad alto rischio, soprattutto nelle ore serali, e hanno predisposto un imponente dispositivo di sicurezza: circa 70mila tra poliziotti e gendarmi saranno impegnati sul territorio.
L’allarme è stato riferito all’Afp da una fonte del ministero dell’Interno francese. «Si prevedono episodi di violenza urbana analoghi a quelli del 17 ottobre, sia nel corso della giornata di sabato che dopo il calar della notte», ha dichiarato un collaboratore del ministro dell’Interno Laurent Nuñez. La stessa fonte ha parlato di possibili atti di vandalismo e tentativi di saccheggio, definendo il rischio di turbative dell’ordine pubblico «molto elevato».
Il dispiegamento delle forze dell’ordine ricalca quello già adottato il 24 ottobre, quando le manifestazioni non avevano provocato incidenti di rilievo. Il precedente del 17 ottobre, invece, resta il principale motivo di preoccupazione per le autorità.
Darmanin: «Rischio di violenze, soprattutto durante Halloween»
Anche il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha segnalato la possibilità di nuove azioni violente, con un’attenzione particolare alla sera, quando le manifestazioni potrebbero coincidere con i festeggiamenti di Halloween. In una nota indirizzata ai pubblici ministeri, il ministro ha richiamato il «significativo rischio» di episodi di violenza il 31 ottobre e ha chiesto di mantenere una linea rigorosa: «È necessario mantenere una risposta penale ferma e rapida».
Darmanin ha inoltre sollecitato un’attenzione specifica verso l’incitamento alla violenza diffuso attraverso i social media, indicando la possibilità di ricorrere ai meccanismi di blocco già previsti. Tra le misure che il ministro ha chiesto di valutare in caso di condanna figurano anche il divieto di utilizzare i social network e quello di partecipare a manifestazioni.
La nota definisce le procedure da adottare nei confronti dei responsabili identificati di violenze contro le forze dell’ordine, intrusioni o danneggiamenti di edifici pubblici, incendi dolosi e saccheggi. Dopo il fermo, gli indagati potranno essere condotti davanti a un giudice e processati con procedura di comparizione immediata; per i reati più gravi o complessi si potrà invece procedere attraverso un’indagine giudiziaria.
Il ministro ha chiesto che la stessa rapidità sia applicata ai procedimenti riguardanti i minorenni, senza escludere la responsabilità di chi esercita la potestà genitoriale. Nei casi di particolare gravità, ha aggiunto, dovrà essere informata anche la Procura nazionale antiterrorismo.
Nuñez: «Appelli estremamente preoccupanti» alla violenza
A preoccupare il governo francese sono anche i messaggi circolati alla vigilia delle manifestazioni. Il ministro dell’Interno Nuñez ha parlato di appelli a compiere saccheggi e atti violenti, alcuni dei quali utilizzerebbero espressioni riconducibili all’insurrezione e alla rivoluzione. «Siamo fermamente determinati a fronteggiare tali raduni, qualora dovessero aver luogo», ha dichiarato, secondo quanto riportato da Bfmtv.
Il dispositivo di sicurezza comprenderà controlli lungo le principali arterie stradali, nelle stazioni e sulla rete ferroviaria. Le verifiche, ha annunciato Nuñez, saranno estese a più punti del territorio con l’obiettivo di effettuare perquisizioni e sequestrare oggetti potenzialmente utilizzabili come armi durante le manifestazioni. Una misura pensata, nelle parole del ministro, per scoraggiare chi intendesse raggiungere i luoghi delle proteste con l’intenzione di provocare disordini.
(con fonte AdnKronos)
