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Duplice omicidio a Villa Pamphili, chiesto l’ergastolo per Kaufmann
La Procura di Roma sollecita anche tre anni di isolamento diurno per la morte di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda. La difesa parlerà il 5 novembre, poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio
Ergastolo con tre anni di isolamento diurno: è la pena chiesta dalla Procura di Roma per Francis Kaufmann, accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda, i cui corpi furono trovati il 7 giugno dello scorso anno a Villa Pamphili, nella capitale. Per il cittadino americano, fuggito in Grecia dopo i fatti, l’accusa contesta il duplice omicidio aggravato e l’occultamento di cadavere.
La richiesta è stata formulata dai pubblici ministeri di piazzale Clodio nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini con il pm Antonio Verdi. Le aggravanti contestate comprendono i motivi futili e abietti, la minorata difesa, la relazione affettiva con Trofimova e, per la bambina, il rapporto di discendenza.
La requisitoria e il sopralluogo a Villa Pamphili
Nel corso della requisitoria davanti ai giudici della prima Corte d’Assise, il pubblico ministero Antonio Verdi ha ricordato il momento in cui ricevette la notizia del ritrovamento dei corpi.
«Era un sabato ed ero di turno, faccio il magistrato da 30 anni ma quella telefonata che ho ricevuto quel giorno nessun pm vorrebbe riceverla», ha raccontato in aula. «Anche se dopo anni abbiamo una corazza, ma una bambina di nemmeno un anno morta è la più pessimistica delle aspettative».
Il magistrato ha poi descritto la scena incontrata durante il sopralluogo nel parco romano. «Quando sono arrivato sul posto per il sopralluogo ho visto quel corpicino nudo, sembrava una bambola abbandonata. Poi mi si è avvicinato un poliziotto e mi ha detto che poco distante c’era il corpo di una donna. Erano due corpi nudi».
L’accusa: «Non era incapace di intendere e volere»
Verdi ha descritto Kaufmann come una persona «fredda, lucida, manipolatrice, narcisista patologica», escludendo tuttavia che fosse incapace di intendere e di volere. «Ha una forte e spiccata personalità ma è un impostore», ha affermato il pm.
Nel ricostruire la vicenda, il magistrato ha criticato anche la condotta degli agenti che avevano fermato l’uomo mentre si trovava ubriaco in strada con la figlia. Secondo l’accusa, Kaufmann sarebbe riuscito a ingannarli: «Se avessero fatto bene il loro lavoro forse la bambina sarebbe ancora viva», ha dichiarato Verdi.
Il pubblico ministero ha quindi ripercorso gli ultimi giorni trascorsi dalla coppia con la bambina a Roma, sostenendo che, dopo aver ucciso Anastasia, l’imputato avrebbe considerato la figlia ormai «un fardello, un peso». Da qui, secondo la ricostruzione accusatoria, la decisione di uccidere anche la piccola e di abbandonarne il corpo a Villa Pamphili.
La prossima udienza è fissata per il 5 novembre: sarà la difesa a prendere la parola. Al termine degli interventi, i giudici si ritireranno in camera di consiglio per decidere la sentenza.
(con fonte AdnKronos)
