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Offensiva israeliana su Ali Taher: cresce la tensione tra Iran e Israele
La cresta montuosa nel sud del Libano diventa il punto più delicato del confronto, con Hezbollah e forze iraniane asserragliate nel sito sotterraneo
L’Iran ha avvertito gli Stati Uniti che reagirà con forza a un’eventuale offensiva israeliana su Ali Taher, la cresta montuosa nel Libano meridionale dove militari iraniani sono schierati insieme ai combattenti di Hezbollah. Il messaggio, inviato il mese scorso e confermato da tre funzionari regionali, segnala il coinvolgimento diretto di Teheran nei combattimenti di terra e la disponibilità a rispondere a un attacco israeliano mentre il conflitto entra nel settimo mese.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che un attacco iraniano contro Israele “libererebbe l’IDF (le Forze di Difesa Israeliane) da ogni vincolo” e che l’esercito colpirebbe “tutte le infrastrutture, comprese quelle energetiche”, riportando l’Iran “all’età della pietra e all’oscurità”.
Secondo fonti della sicurezza libanese, Hezbollah ha costruito un centro di comando sotterraneo e depositi di armi sulla cresta di Ali Taher, che domina il sud-est del Libano ed è diventata una delle aree più contese dello scontro. Le Forze di Difesa Israeliane ritengono che sotto la collina si trovi una struttura “strategica”, definita il “centro nevralgico” della divisione regionale di Badr del gruppo.
Hezbollah sostiene di controllare la collina e ha annunciato che impedirà qualsiasi avanzata israeliana. I suoi funzionari hanno menzionato una “struttura” nel sito, senza fornire ulteriori dettagli. L’esercito israeliano ha già conquistato ampie porzioni di territorio a sud della cresta, indicandola come uno dei suoi principali obiettivi operativi.
Nel messaggio inviato a Washington, Teheran ha avvertito che un’offensiva israeliana su vasta scala sarebbe contrastata con un attacco iraniano di pari intensità. Due funzionari regionali hanno riferito che il messaggio è stato recapitato tramite l’Oman, mentre una terza fonte, informata direttamente, ha precisato che la comunicazione risale a metà agosto e che Israele avrebbe rinviato l’assalto dopo pressioni statunitensi.
Secondo le stesse fonti, oltre una dozzina di membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, tra cui almeno due ufficiali di alto rango, si trovano ad Ali Taher insieme ai combattenti di Hezbollah. Non ci sono stati commenti immediati da parte della missione iraniana a Ginevra, del Dipartimento della Difesa statunitense o del Ministero degli Esteri dell’Oman. L’esercito israeliano ha rifiutato di commentare.
Interpellato da Reuters, l’ufficio stampa di Hezbollah non ha confermato né smentito il messaggio iraniano, definendolo però una “conclusione naturale”. Il gruppo ha affermato che l’Iran considera qualsiasi espansione territoriale israeliana nel Libano meridionale una violazione dell’Accordo di Islamabad, il memorandum d’intesa firmato a giugno tra Stati Uniti e Iran che includeva un cessate il fuoco in Libano.
All’inizio di giugno, l’Iran aveva già lanciato missili contro Israele in risposta agli attacchi contro Hezbollah alla periferia di Beirut, dopo aver minacciato una reazione simile. Giovedì, Katz ha ribadito che un attacco iraniano porterebbe Israele a colpire “tutte le infrastrutture del regime, incluse quelle energetiche”, aggiungendo che l’IDF è pronta “per ogni eventualità”.
Nonostante il cessate il fuoco annunciato a giugno, l’esercito israeliano sostiene che Hezbollah continui a operare intorno alla cresta montuosa e che, nell’ultima settimana, abbia lanciato due droni esplosivi contro le truppe israeliane. A luglio, il gruppo ha dichiarato di aver colpito un combattente di Hezbollah vicino a un pozzo di accesso al sito sotterraneo e ha promesso di impedire al gruppo terroristico di operare nella zona.
Un funzionario militare israeliano ha riferito a giugno che i combattenti di Hezbollah erano bloccati sottoterra senza cibo né acqua. Il quotidiano israeliano Maariv ha riportato che l’esercito ritiene assenti le Guardie Rivoluzionarie ad Ali Taher e che alcuni miliziani di Hezbollah sarebbero morti per mancanza di rifornimenti.
Secondo una terza fonte, Israele starebbe cercando di stanare i combattenti assediando la zona e intercettando i droni che tentano di consegnare cibo e acqua. L’ufficio stampa di Hezbollah ha dichiarato che la pressione israeliana mira a rendere la struttura “inabitabile”, e che l’assenza di un attacco su larga scala suggerisce che il messaggio iraniano sia stato effettivamente trasmesso.
Una fonte libanese vicina a Hezbollah sostiene che i combattenti possono ancora raggiungere le loro posizioni dal versante settentrionale della cresta. La stessa agenzia di stampa internazionale non ha potuto verificare la situazione sul terreno, poiché l’area è stata inclusa dall’esercito israeliano in una “zona di sicurezza” interdetta ai libanesi.
Nonostante l’avvertimento iraniano, la fonte libanese e un alto funzionario della sicurezza ritengono possibile un’operazione israeliana per conquistare la cresta nelle prossime settimane. Hezbollah ha avvertito che un attacco su larga scala porterebbe a una guerra totale e potrebbe provocare il lancio di missili verso le comunità del nord di Israele.
Il quotidiano Nidaa Al-Watan ha riferito che Hezbollah ha respinto le proposte del governo libanese di ritirare le proprie forze dalla cresta, che verrebbe consegnata all’esercito libanese in base a un accordo con Israele. La disputa ha bloccato la programmazione di nuovi negoziati tra Gerusalemme e Beirut, sostenuti dagli Stati Uniti e previsti a Roma.
A marzo, Hezbollah aveva ampliato il conflitto lanciando razzi contro Israele in sostegno dell’Iran, dopo una campagna aerea congiunta di Stati Uniti e Israele. La risposta israeliana era stata una massiccia offensiva aerea e un’invasione di terra. Nonostante il cessate il fuoco dichiarato ad aprile, gli scontri sono proseguiti in forma ridotta, mentre le forze israeliane continuano a operare all’interno di una zona di sicurezza di circa dieci chilometri oltre il confine.
Negli ultimi giorni Israele ha intensificato gli attacchi contro Hezbollah nel Libano meridionale, in particolare nell’area di Nabatieh, dove si trova Ali Taher. A giugno, Israele e Libano hanno firmato un accordo quadro che prevede il disarmo verificato dei gruppi armati non statali e un progressivo ritiro israeliano. Israele ha già lasciato tre zone pilota, ma ha chiarito che non procederà oltre senza il disarmo di Hezbollah.
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(Con fonte Times of Israel)
