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Moschee, bilanci e velo integrale: la stretta della Lega sulla libertà religiosa
La proposta di legge interviene sulle confessioni prive di intesa con lo Stato e prevede anche nuove sanzioni penali e una stretta sui permessi di soggiorno
La Lega prepara un pacchetto di norme sulla libertà religiosa e sul contrasto alla radicalizzazione che punta a introdurre nuove regole per le confessioni prive di un’intesa con lo Stato, con particolare riferimento alle comunità islamiche. Il provvedimento, che sarà presentato prossimamente con Matteo Salvini, prevede tra l’altro un albo nazionale degli enti religiosi, la pubblicazione obbligatoria dei bilanci, un registro dei ministri di culto e un nuovo reato per chi diffonda insegnamenti contrari all’ordinamento o promuova approcci radicali o radicalizzati.
La proposta di legge nasce, secondo quanto spiegato dalla Lega, dalla volontà di “colmare un vuoto normativo” che, in assenza delle intese previste dall’articolo 8, comma 3 della Costituzione, avrebbe favorito nel tempo la proliferazione di enti, luoghi e ministri di culto “operanti al di fuori di un quadro chiaro di regole, controlli e responsabilità”.
L’obiettivo dichiarato dal partito è aumentare “legalità, trasparenza, tracciabilità e responsabilità”, intervenendo sull’organizzazione degli enti religiosi, sulla creazione dei luoghi di culto, sulle attività dei ministri di culto e sui flussi finanziari, con particolare attenzione a quelli provenienti dall’estero.
Nella parte dedicata alle moschee, il testo si articola in sei articoli. L’articolo 1 prevede la creazione di un albo nazionale degli enti religiosi appartenenti a confessioni prive di intesa, insieme a una Carta dei valori degli enti religiosi in Italia.
Secondo la Lega, l’obiettivo è stabilire “regole di ingaggio” compatibili con l’ordinamento italiano. Il principale riferimento politico indicato dal partito sono le comunità islamiche. “Troppe volte l’Islam sceglie di applicare il Corano quando questo contraddice leggi e Costituzione”, viene evidenziato.
Un capitolo specifico riguarda la trasparenza finanziaria. Gli enti religiosi dovrebbero pubblicare i propri bilanci, così da rendere tracciabili i trasferimenti di denaro. La Lega pone particolare attenzione ai finanziamenti provenienti dall’estero.
Secondo le fonti impegnate nella stesura della proposta, una parte di questi flussi sarebbe riconducibile ai Fratelli Musulmani, organizzazione che, viene sottolineato, “in molti Paesi è considerata terroristica”.
Il provvedimento prevede inoltre un registro dei ministri di culto, destinato a rendere identificabili le persone che svolgono queste funzioni all’interno delle confessioni prive di intesa.
Sul fronte delle sanzioni, la proposta introduce un nuovo reato applicabile a chiunque “professi insegnamenti o principi contrari all’ordinamento giuridico, ovvero istighi all’odio o promuova un approccio radicale o radicalizzato”. La norma si applicherebbe quando queste condotte si manifestino “in qualsiasi forma all’interno dell’ente religioso”.
Per il nuovo illecito è prevista una pena detentiva da uno a cinque anni, oltre all’interdizione dai pubblici uffici.
Il pacchetto attribuisce inoltre nuove prerogative alle autorità territoriali e al ministero dell’Interno, rafforzando i poteri dei prefetti e del Viminale. L’obiettivo è aumentare i controlli sugli enti religiosi, sui luoghi di culto e sulle attività che si svolgono al loro interno.
La disciplina sulle confessioni prive di intesa costituisce però soltanto una parte del provvedimento che la Lega si prepara a presentare. Il pacchetto comprende anche modifiche alla normativa sul divieto del velo integrale e una stretta sui permessi di soggiorno.
L’iniziativa si collega inoltre alla posizione assunta dalla Lega sul caso della moschea di Venezia. Il partito ha già annunciato l’intenzione di opporsi a nuovi “insediamenti islamici” fino all’approvazione di una legge quadro nazionale e alla definizione di un’intesa con lo Stato italiano.
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(con fonte AdnKronos)
