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Maltempo, Cremona devastata dalla tromba d’aria. Mattarella telefona al sindaco
Tetti scoperchiati, chiese danneggiate, migliaia di auto colpite dalla grandine e 43 persone finite al pronto soccorso. Il Governo segue l’emergenza, mentre la Lombardia chiede l’estensione dello stato di emergenza. In Veneto già 200 interventi dei vigili del fuoco
Proseguono senza sosta le operazioni dei vigili del fuoco nei territori della Lombardia e del Veneto colpiti dall’ondata di maltempo che, a partire dal pomeriggio di ieri, ha interessato diverse aree delle due regioni. A Cremona si fa intanto la conta dei danni dopo il devastante passaggio della tromba d’aria sulla città: numerosi tetti sono stati divelti, mentre ingenti danni hanno interessato anche la Cattedrale e il Municipio.
Nubifragio a Cremona, in 20 minuti l’80% della pioggia di agosto
Il nubifragio che ha colpito Cremona è stato accompagnato da grandine e venti fino a 90 chilometri orari. «In circa 20 minuti è caduta una quantità di pioggia pari all’80% di quella normalmente registrata nell’intero mese di agosto», ha spiegato il sindaco al termine della riunione mattutina del Centro operativo comunale della Protezione civile.
La grandine ha raggiunto anche i dieci centimetri di diametro, provocando danni ingenti soprattutto nella zona sud della città.
Mattarella telefona al sindaco di Cremona
«Cremona non è sola». A dirlo è il sindaco Andrea Virgilio, che durante un sopralluogo con i vigili del fuoco ha ricevuto la telefonata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
«Ha voluto esprimere la sua vicinanza alla comunità cremonese, ai cittadini, all’Amministrazione e alla Diocesi. Una telefonata che ho accolto con gratitudine e grande riconoscenza», ha raccontato il primo cittadino.
Virgilio è stato contattato anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che «ha assicurato l’attenzione concreta del Governo alla situazione di Cremona». Lo stesso ha fatto il ministro Nello Musumeci, che, secondo quanto riferito dal sindaco, ha confermato personalmente «l’attivazione delle strutture nazionali competenti».
Meloni: «Governo vicino alle comunità colpite e ai feriti»
Palazzo Chigi ha fatto sapere che Giorgia Meloni sta seguendo con attenzione la situazione a Cremona ed è in costante contatto con il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, con il sottosegretario Alfredo Mantovano, con il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e con le autorità locali.
L’obiettivo, viene spiegato, è monitorare l’evolversi dell’emergenza e verificare le necessità del territorio.
«Il Governo è vicino alle comunità colpite e sta seguendo le operazioni di soccorso e di assistenza alla popolazione», sottolinea Palazzo Chigi, con particolare attenzione ai feriti, alle persone rimaste senza abitazione e ai danni provocati dal maltempo.
Cremona, oltre 500 interventi dei vigili del fuoco
Sono oltre 500 gli interventi di soccorso tecnico urgente effettuati in Lombardia. Le maggiori criticità continuano a concentrarsi nella provincia di Cremona, l’area maggiormente interessata dalle piogge.
Le squadre sono impegnate soprattutto per alberi e rami caduti o pericolanti, dissesti statici, coperture ed elementi strutturali danneggiati, allagamenti e rimozione di ostacoli.
«I danni sono pesanti e al momento non ancora quantificabili e ci sono diverse famiglie che hanno dovuto lasciare la loro abitazione», ha spiegato il sindaco Virgilio. «Vedere la città in queste condizioni lascia sgomenti. Noi siamo al lavoro, ci vorrà tempo, servirà pazienza, ma non ci fermiamo».
I primi numeri restituiscono la dimensione dell’emergenza: centinaia di tetti delle abitazioni sono stati danneggiati, almeno dieci chiese hanno riportato danni e sono state riscontrate lesioni alla torre civica del Comune, uno dei luoghi simbolo della città.
La grandine ha inoltre danneggiato migliaia di automobili, mentre una quarantina di persone ha dovuto ricorrere alle cure mediche.
Il sindaco ha rivolto «un grazie sincero» al personale sanitario dell’Asst, che ha rafforzato i turni al pronto soccorso e in radiologia per assistere i feriti, fortunatamente nessuno in gravi condizioni. Un ringraziamento è andato anche ai tecnici del Comune e di Aem, agli agenti della Polizia locale, ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, ai volontari della Protezione civile e ai cittadini scesi in strada per aiutare.
Le operazioni di pulizia delle strade e di messa in sicurezza sono ancora in corso. Ancora difficile, invece, quantificare i danni subiti dal settore agricolo e capire quanto del lavoro nei campi sia andato perduto.
I feriti: 43 persone al pronto soccorso
Il violento temporale di ieri pomeriggio ha provocato l’arrivo di 43 persone al pronto soccorso di Cremona in un arco di tempo molto ristretto. Nessuna era in codice rosso.
Secondo l’Asst di Cremona, i traumi sono stati provocati soprattutto da cadute o dal tentativo di trovare riparo dalla grandine. Per affrontare l’improvviso aumento degli accessi sono stati immediatamente potenziati i turni medici e infermieristici al pronto soccorso e in radiologia.
Questa mattina la situazione è tornata alla normalità. La maggior parte delle persone assistite è stata dimessa, una rimane in osservazione e quattro pazienti necessitano di ricovero.
Regione Lombardia chiede l’estensione dello stato di emergenza
Tra i comuni più colpiti del Cremonese c’è Torre de’ Picenardi. Il sindaco Marcello Volpi ha parlato di un «bilancio pesante».
Il forte vento e il maltempo, ha spiegato, hanno provocato «notevoli e molteplici danni», interessando sia beni privati sia beni pubblici e lasciando una grande quantità di detriti e rami lungo le strade e nelle aree pubbliche.
La Regione Lombardia ha annunciato l’intenzione di chiedere l’estensione dello stato di emergenza ai territori colpiti.
«In seguito ai gravi danni causati dal maltempo che ieri ha colpito le province di Cremona, Mantova, Bergamo e Pavia, chiederemo l’estensione dello stato di emergenza anche a questi territori», ha fatto sapere il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che è in costante collegamento con l’assessore regionale alla Protezione civile e Sicurezza Romano La Russa, impegnato nel coordinamento degli interventi sul territorio.
Maltempo in Veneto, 200 interventi dei vigili del fuoco
Situazione difficile anche in Veneto, dove i vigili del fuoco hanno effettuato 200 interventi per fronteggiare i danni provocati dalle intense precipitazioni e dalle forti raffiche di vento.
Le criticità maggiori si concentrano nella provincia di Verona, dove le squadre sono particolarmente impegnate nei comuni di Isola della Scala, Bovolone e Cerea, oltre che nel Veneziano.
A Venezia, soprattutto nei quartieri di Mestre e Marghera, i vigili del fuoco sono intervenuti principalmente per la rimozione di alberi pericolanti e per la messa in sicurezza di pali della luce e linee telefoniche abbattuti dal vento.
Squadre al lavoro anche nel Bellunese, colpito dalle forti raffiche. Il quadro meteorologico è comunque attualmente in graduale miglioramento su tutta la regione.
In Veneto dichiarato lo stato di emergenza regionale
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha firmato il decreto per la dichiarazione dello stato di emergenza regionale.
«Violenti temporali, con raffiche di vento e grandinate, hanno sferzato quasi tutto il territorio», ha spiegato Stefani, provocando «danni anche gravi ad alberature e beni mobili e immobili», che dovranno ora essere attentamente quantificati.
Il governatore ha espresso vicinanza alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese colpiti dagli eventi atmosferici e ha ringraziato la Protezione civile, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, i sindaci e tutte le persone che si sono messe immediatamente a disposizione per aiutare e soccorrere i cittadini in difficoltà.
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(con fonte AdnKronos)
