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Ebola, allarme Oms: “epidemia grave e in rapida diffusione in Africa”

Ebola, allarme Oms: “epidemia grave e in rapida diffusione in Africa”

Tedros: 101 casi confermati nella Rdc e 7 in Uganda. “Situazione complessa e in peggioramento, ma il virus può essere fermato”

Ebola, allarme Oms: “epidemia grave e in rapida diffusione in Africa”. Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha definito la situazione “estremamente grave e difficile” durante un briefing virtuale con le autorità africane.

Secondo i dati aggiornati, nella Repubblica Democratica del Congo sono stati confermati 101 casi con 10 decessi. A questi si aggiungono oltre 900 casi sospetti e 220 decessi sospetti, mentre in Uganda i casi confermati sono saliti a 7.

L’Oms ha elevato il livello di rischio nella Rdc da “alto” a “molto alto”, mantenendo una valutazione di rischio regionale elevato e globale basso. Tedros ha sottolineato che i Paesi confinanti sono “particolarmente a rischio” e devono adottare misure immediate.

Il direttore generale dell’Oms ha annunciato una missione nella Repubblica Democratica del Congo insieme al responsabile del programma emergenze sanitarie dell’organizzazione. Ha inoltre ringraziato i governi della Rdc e dell’Uganda per le misure adottate, tra cui la cancellazione di eventi pubblici per ridurre il rischio di diffusione.

L’Oms sta supportando la risposta sanitaria sul campo in collaborazione con Africa CDC, rafforzando tracciamento dei contatti, laboratori, gestione dei casi e comunicazione del rischio. Sono stati inoltre stanziati 3,9 milioni di dollari dal Fondo di contingenza per le emergenze.

Secondo Tedros, l’epidemia è resa più complessa da diversi fattori, tra cui il ritardo nell’individuazione del primo focolaio e le condizioni di insicurezza nelle province di Ituri e Nord Kivu, dove gli scontri hanno provocato lo sfollamento di oltre 100mila persone. La sfiducia delle comunità locali e alcuni episodi di violenza contro strutture sanitarie stanno ostacolando gli interventi.

Sul fronte medico, l’Oms ha indicato due anticorpi monoclonali prioritari per le sperimentazioni cliniche e sta valutando anche l’antivirale obeldesivir come profilassi post-esposizione per persone ad alto rischio. Sono inoltre in corso discussioni su vaccini candidati e nuove terapie.

Tedros ha affermato che “la situazione peggiorerà prima di migliorare”, pur ribadendo che il virus è noto e che le epidemie precedenti sono state contenute. “Saremo in grado di fermarla”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di cooperazione internazionale.

In Italia, il ministero della Salute ha comunicato che due persone rientrate dall’Uganda e sottoposte a test al Sacco di Milano sono risultate negative a Ebola. Il rischio nel Paese resta definito “molto basso”.

Le autorità regionali lombarde hanno confermato ulteriori accertamenti negativi per malaria e virus respiratori, indicando tra le ipotesi una possibile infezione batterica. I casi restano sotto osservazione, mentre viene escluso un allarme sanitario.

In Uganda sono stati confermati due nuovi casi, portando il totale a sette dall’inizio della rilevazione del focolaio il 15 maggio. Nella Repubblica Democratica del Congo, i casi sospetti hanno superato quota 900, con 101 conferme di laboratorio e un forte incremento della sorveglianza sul territorio.

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(con fonte AdnKronos)