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Madre e figlia uccise con la ricina: si dimette l’avvocato del marito e padre delle vittime
Messere lascia la difesa di Gianni Di Vita nel pieno delle indagini. Attesa per le perizie definitive
Nuovo sviluppo nel caso di Pietracatella, dove Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita sono morte dopo Natale: la causa del decesso, accertata da giorni, è l’avvelenamento da ricina.
Nel pieno dell’inchiesta arriva una svolta sul fronte della difesa. L’avvocato Arturo Messere ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di legale di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, comunicando la decisione nella mattinata di oggi. Il penalista ha parlato di “motivi contingenti”, senza aggiungere ulteriori dettagli.
La rinuncia arriva in una fase particolarmente delicata. Nei giorni scorsi, Gianni Di Vita e la figlia Alice sono stati ascoltati in Questura per oltre dieci ore, nel tentativo di ricostruire con precisione quanto accaduto nell’abitazione dopo le festività natalizie.
Con l’accertamento della presenza di ricina, sostanza altamente tossica e difficile da individuare, l’indagine si è ormai orientata verso l’ipotesi di duplice omicidio.
La magistratura attende ora i risultati conclusivi delle perizie tossicologiche e autoptiche, previsti entro la fine di aprile, che serviranno a consolidare il quadro probatorio.
Intanto resta da chiarire chi assumerà la difesa di Gianni Di Vita. Nelle prossime ore potrebbe arrivare la nomina di un nuovo legale: tra i nomi circolati c’è quello dell’avvocato Vittorino Facciolla.
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(con fonte AdnKronos)
