News
Madre e figlia morte a Pietracatella, analisi dimostrano avvelenamento
Il caso accaduto nelle festività di dicembre 2025 non era intossicazione: negli analisi si evidenziano tracce di ricina, la Procura indaga per duplice omicidio premeditato
La morte della 50enne Antonella Di Ielsi e della figlia 15enne Sara Di Vita, avvenuta tra il 27 e il 28 dicembre 2025 al Cardarelli di Campobasso, assume ora contorni completamente diversi rispetto alle prime ipotesi.
Gli accertamenti eseguiti dal Maugeri di Pavia hanno individuato la presenza di ricina, una sostanza altamente tossica, escludendo di fatto l’ipotesi iniziale di un’intossicazione alimentare.
Alla luce dei nuovi elementi, la Procura di Campobasso ha aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato. La svolta ha portato anche alla richiesta di una proroga di 30 giorni per completare gli esami autoptici.
Le indagini, affidate alla Squadra Mobile, puntano ora a chiarire chi abbia somministrato il veleno e con quali modalità. Un passaggio centrale riguarda anche la provenienza della sostanza, difficile da reperire e estremamente pericolosa.
La ricina è una citotossina naturale contenuta nei semi del ricino (Ricinus communis). Può risultare letale se ingerita, inalata o iniettata, provocando sintomi gravi come vomito, diarrea, convulsioni e insufficienza d’organo. Non esiste un antidoto specifico.
LE ULTIME NOTIZIE
[recent_post_slider design=”design-19″ show_author=”false” slider_height=”390″ lazyload=”progressive” limit=”10″]
(con fonte AdnKronos)
