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Pratica Quotidiana

Ora solare 2026, arriva il cambio d’ora: gli effetti su sonno e umore

Ora solare 2026, arriva il cambio d’ora: gli effetti su sonno e umore

Il passaggio nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre può alterare temporaneamente il ritmo sonno-veglia. Ecco i consigli degli esperti

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare. Alle 3 le lancette dovranno essere spostate indietro alle 2, con un’ora in più di sonno ma anche giornate che sembreranno più brevi e un aumento delle ore di buio. Il cambio d’orario può avere conseguenze temporanee sull’organismo, dalla sonnolenza all’irritabilità, fino a lievi variazioni dell’umore.

Il passaggio arriva al termine dei sette mesi di ora legale, che tornerà nella notte tra il 27 e il 28 marzo 2027. Smartphone, tablet e computer aggiorneranno automaticamente l’orario, mentre per gli orologi analogici sarà necessario intervenire manualmente.

Ora solare, gli effetti su sonno e umore

L’adattamento al nuovo orario non è immediato per tutti. Alcune persone possono impiegare diversi giorni per ritrovare il proprio equilibrio, mentre il cambiamento della distribuzione tra luce e buio può influire sul ritmo sonno-veglia.

«Si tratta di una sorta di mini jet lag», ha spiegato all’Adnkronos Salute Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Neurologia alla Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele.

Tra i disturbi che possono comparire nei giorni successivi al cambio d’ora ci sono stanchezza, sonnolenza, irritabilità e piccoli cambiamenti dell’umore. Si tratta di effetti temporanei, legati alla necessità dell’organismo di abituarsi al nuovo ritmo.

Cosa mangiare per aiutare l’organismo

Anche l’alimentazione può contribuire ad accompagnare questa fase di adattamento. Tra gli alimenti indicati dagli esperti figurano la zucca e gli ortaggi dalla polpa arancione, insieme a legumi e cereali integrali.

«In questo scenario di transizione, la zucca e gli ortaggi a polpa arancione svolgono un ruolo fondamentale grazie al loro contenuto di beta-carotene, un prezioso alleato nell’attività di protezione delle mucose e nel rafforzamento delle barriere epiteliali, le prime a essere sollecitate dai primi sbalzi termici», ha consigliato Mauro Minelli, immunologo e professore di Nutrizione clinica all’Università Lum “Giuseppe Degennaro”.

Il beta-carotene è quindi al centro delle indicazioni relative agli ortaggi arancioni, mentre legumi e cereali integrali vengono suggeriti per il loro contributo nutrizionale.

Il loro inserimento regolare nell’alimentazione, secondo Minelli, permette di assicurare «un apporto costante di energia a lento rilascio e di fibre prebiotiche».

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(con fonte AdnKronos)

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