Salute
West Nile, 411 casi neuroinvasivi e 61 morti: cresce anche la Dengue
Il bollettino aggiornato al 13 ottobre segnala 770 infezioni da West Nile e 357 casi di Dengue. L’Iss rileva inoltre 30 casi di Chikungunya e quattro di Zika
Il bilancio delle infezioni da West Nile continua a salire in Italia: dall’inizio del 2026 al 13 ottobre sono stati confermati 770 casi nell’uomo e 61 decessi. Aumentano anche le diagnosi di Dengue, arrivate a 357, con 70 infezioni contratte sul territorio nazionale. È quanto emerge dall’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che aggiorna i dati sulla circolazione dei principali arbovirus.
Il dodicesimo rapporto settimanale registra 16 nuovi casi di West Nile rispetto alla rilevazione precedente e quattro decessi in più. Il totale delle infezioni comprende forme neuroinvasive, febbri, casi asintomatici individuati tra i donatori di sangue e manifestazioni con altri sintomi.
West Nile, 411 casi nella forma neuroinvasiva
Dei 770 casi confermati di West Nile, 411 hanno sviluppato la forma neuroinvasiva. Cinque di questi sono stati importati: uno dalle Maldive, uno dalla Francia, uno dal Belgio, uno dalla Grecia e uno dai Paesi Bassi.
Il bollettino dell’Iss segnala inoltre 96 casi asintomatici identificati tra i donatori di sangue, 257 casi di febbre — compreso un caso importato dal Burkina Faso —, cinque infezioni con altri sintomi e un ulteriore caso asintomatico.
I decessi notificati sono 61, uno dei quali relativo a un caso importato. Una settimana prima erano 57.
L’Iss precisa che la letalità calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone confermate finora è del 14,8%, mentre nello stesso periodo del 2025 era pari al 18,8%. Nel confronto con lo scorso anno, al medesimo punto della stagione erano stati segnalati 767 casi e 69 decessi.
Si amplia anche l’area interessata dalla circolazione del virus: le province nelle quali è stata dimostrata la presenza del West Nile sono salite a 88, distribuite in 20 regioni.
Usutu virus, 18 casi segnalati
Il rapporto settimanale registra anche 18 casi di infezione da Usutu virus, un dato stabile rispetto alla rilevazione precedente.
La distribuzione territoriale comprende otto casi in Lombardia, uno in Friuli-Venezia Giulia, uno in Emilia-Romagna, due nelle Marche, tre nel Lazio, uno in Piemonte e due in Veneto.
Dengue, 357 casi dall’inizio dell’anno
La Dengue continua a crescere, seppure con un incremento contenuto rispetto alla settimana precedente. Tra il primo gennaio e il 13 ottobre 2026, il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dall’Iss ha registrato 357 casi confermati, contro i 346 rilevati al 6 ottobre.
Settanta infezioni sono state classificate come autoctone, due in più rispetto alla precedente rilevazione. Tutti gli altri casi risultano associati a viaggi all’estero; nel 52% di queste infezioni, il luogo di esposizione indicato sono le Maldive.
Finora non sono stati registrati decessi per Dengue.
Secondo il bollettino, i casi autoctoni sono riconducibili a cinque focolai di trasmissione locale. A questi si aggiunge un’ulteriore infezione che, sulla base degli accertamenti disponibili, non risulta al momento collegata epidemiologicamente agli altri casi.
Chikungunya e Zika, gli altri dati della sorveglianza
Il monitoraggio dell’Iss riporta anche 30 casi confermati di Chikungunya. Uno è stato identificato come autoctono, mentre tutti gli altri sono associati a viaggi all’estero. Le Seychelles rappresentano il luogo di esposizione indicato nel 34% dei casi. Non risultano decessi.
Sono infine quattro i casi confermati di Zika virus, tutti associati a viaggi fuori dall’Italia. Anche per questa infezione, dall’inizio dell’anno non sono stati segnalati decessi.
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(con fonte AdnKronos)

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