Primo Piano
Trump Tv, il nuovo megafono della Casa Bianca contro i media “non allineati”
La piattaforma trasmette 24 ore su 24 i messaggi dell’amministrazione. Il lancio arriva durante il braccio di ferro con CNN, MS NOW e Politico
L’ultima trovata di Donald Trump per parlare direttamente agli americani e, soprattutto, per sottrarsi al filtro dei media arriva dalla Casa Bianca: si chiama Trump Tv: The Essentials Station, un canale video destinato a trasmettere 24 ore su 24 i messaggi e i contenuti dell’amministrazione. Il lancio avviene mentre il presidente è impegnato in un duro scontro con alcune delle principali testate statunitensi, alle quali è stato negato l’accesso alla Casa Bianca.
A presentare la nuova piattaforma è stato Kaelan Dorr, vice assistente del presidente. «La stampa, in alcuni casi, ha riportato in modo inaccurato o non ha riportato affatto i numerosi successi da record dell’Amministrazione a beneficio di tutti gli americani», ha scritto su X. La Trump Tv, ha spiegato Dorr, sarà una diretta streaming attiva 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, dedicata ai «più grandi successi dell’amministrazione, senza filtri». Il canale è disponibile sul profilo YouTube della Casa Bianca e sull’app ufficiale.
Il primo contenuto trasmesso è stato un vecchio discorso di Trump pronunciato a Mount Rushmore il 3 luglio di quest’anno. Il debutto è avvenuto alle 19 di lunedì, ora degli Stati Uniti.
La nuova iniziativa arriva dopo il braccio di ferro aperto dalla decisione della Casa Bianca di vietare l’accesso a CNN, MS NOW e Politico. Le tre testate hanno annunciato una causa contro la revoca degli accrediti. Poche ore dopo è arrivata la risposta del pool televisivo incaricato della copertura degli eventi presidenziali: le emittenti che ne fanno parte hanno preferito sospendere l’attività piuttosto che sostituire CNN nei servizi programmati.
Normalmente il pool alterna la copertura tra ABC, CBS, CNN, Fox News e NBC, distribuendo poi le immagini agli altri organi di informazione.
La nascita di Trump Tv ha immediatamente alimentato nuove critiche. C’è chi ha descritto il progetto come un mezzo di comunicazione direttamente gestito o controllato dallo Stato, accostandolo ai sistemi mediatici rigidamente controllati di Cina e Russia. Breck Worsham, personalità di destra sui social ed ex sostenitrice di Trump, ha scritto su X che il presidente si starebbe preparando a lanciare un mezzo di comunicazione statale chiamato Trump Tv.
Philip Lewis, vicedirettore di HuffPost, ha invece definito il nuovo canale una rete di propaganda. Il riferimento, ha spiegato, è arrivato proprio mentre Trump ha escluso tre organi di informazione dalla Casa Bianca.
Lo scontro si è quindi spostato anche sul terreno giudiziario. CNN, MS NOW e Politico hanno presentato ricorso chiedendo la sospensione immediata del provvedimento. Nella denuncia le tre testate sostengono che la decisione costituisca una «violazione diretta del Primo Emendamento» della Costituzione degli Stati Uniti e una «flagrante violazione dei nostri principi costituzionali più fondamentali».
La prima udienza è prevista per mercoledì alle 15.30 a Washington. Il caso è stato assegnato al giudice Tim Kelly, che durante il primo mandato di Trump si era già occupato della controversia relativa al giornalista della CNN Jim Acosta. All’epoca il giudice aveva ordinato la restituzione dell’accredito stampa, poi riconsegnato dalla Casa Bianca dopo 12 giorni.
Trump ha già fatto sapere su Truth Social che presenterà ricorso e ha lasciato intendere di aspettarsi una decisione favorevole alle testate giornalistiche. Il presidente accusa i media esclusi di «scrivere solo cose negative» su di lui e ha parlato anche di una minaccia alla «sicurezza nazionale».
Nel frattempo, la protesta ha coinvolto anche il pool televisivo della Casa Bianca. CBS, ABC, NBC e Fox hanno deciso di ritirarsi dall’attività in segno di solidarietà con CNN. «A partire da oggi, il pool televisivo non coprirà gli eventi a cui partecipa il presidente», ha dichiarato Bryan Boughton, rappresentante di Fox e organizzatore del gruppo.
Il compito del pool è seguire il presidente durante la giornata e distribuire le immagini degli eventi alle altre testate. Le cinque emittenti si alternano nella copertura e CNN avrebbe dovuto occuparsi degli appuntamenti di lunedì e martedì.
Anche Washington Post e New York Times hanno espresso, con dichiarazioni separate, il proprio sostegno a CNN, MS NOW e Politico.
Il presidente, intanto, ha difeso la scelta della Casa Bianca. Rispondendo alle domande sui media esclusi e sulla solidarietà arrivata dalle altre testate, Trump ha detto: «È interessante perché hanno detto che mi avrebbero boicottato, ma non mi boicottano mai. Per cui non ero molto preoccupato riguardo a loro».
Parlando in conferenza stampa con il sindaco di New York Zohran Mamdani da Gracie Mansion, Trump ha aggiunto di aver agito perché, a suo giudizio, anche la stampa ha un dovere. «Io penso che questi media abbiano il dovere di essere imparziali», ha detto, collegando il provvedimento alle «fake news» che considera dannose per il Paese e per la sicurezza nazionale.
E lo scontro potrebbe non fermarsi alle tre testate già escluse. Trump ha infatti minacciato che «altri organi di stampa che diffondono notizie false seguiranno l’esempio».
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(con fonte AdnKronos)

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